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Aprile: sole in campo, tempeste fuori

Del 29/04/2014 di Donato Boccadifuoco


Aprile: sole in campo, tempeste fuori Un altro mese rossonero volge al termine. Un mese decisamente ambivalente considerando alcune belle prestazioni sportive in campo in netta opposizione con i nuvoloni carichi di pioggia che continuano ad aleggiare minacciosi ai piani alti della nostra società. Aprile ha inoltre decretato un triste verdetto: l´Associazione Calcio Milan è nel caos più totale!

Vedere andar via una dopo l’altro senatori e top player, essere costretti a far mercato con zero euro e lottare esclusivamente per un misero sesto posto in campionato. Questa a grandi linee la situazione sportiva in cui giace ormai da mesi il nostro caro Milan ma, a caratterizzare ancor più gravemente il tutto sono senza dubbio i continui giochi di potere e gli attacchi della carta stampata (a ragione veduta a dire il vero) nei riguardi del Diavolo, non in quanto squadra di calcio, ma in quanto società senza alcun progetto ed al completo sbaraglio.

 

Più che alla rincorsa verso il sesto posto finale in campionato, cosa che già di per sé ci trasmette un fortissimo senso di nostalgia e tristezza, aprile è stato un mese molto negativo sul piano di questa sola parola: dignità.

 

Sono infatti i mal celati cattivi rapporti tra Adriano Galliani e Clarence Seedorf, l’immobilismo sul mercato e le continue smentite del gruppo Fininvest a riguardo di una eventuale cessione di un pacchetto azionario (di maggioranza o minoranza, poco importa) a spingere il Milan verso una situazione societaria ai limiti della vergogna. Francamente però, ci deve essere qualcosa che ci sfugge: perché il tecnico Clarence Seedorf è finito sulla graticola e sembra aver incontrato le antipatie dirigenziali dopo un bottino di punti estremamente dignitoso nel girone di ritorno (dopo Juventus e Roma, il Milan è di fatto la squadra che ha raccolto più punti)? Forse perché il buon Clarence, da buon navigato uomo di calcio, ha compreso immediatamente l’infimo valore del branco di brocchi che è costretto ad allenare? Che la scintilla al tutto sia stata l’esclusione di Montolivo dalla partita contro il Catania (esclusione non avvenuta si dice per un pronto intervento della società)? Su questo punto ci sentiamo in dovere di difendere ancora una volta l’operato del tecnico rossonero. Abbiamo come capitano l’unico giocatore al mondo tacciato per regista quando in realtà di qualità proprie del ruolo non ne possiede manco mezza. Continuiamo ancora a chiederci come sia stato possibile svincolare Pirlo per poi elemosinare Montolivo a costo zero la stagione seguente.

 

Detto ciò, troviamo infinitamente criticabile l’atteggiamento di una società che non fa assolutamente nulla per provare a trasmettere serenità all’ambiente. Il luminare della panchina, Massimiliano Allegri, è stato difeso a spada tratta anche a fronte di risultati disastrosi, perché allora a Seedorf, nettamente più competente del suo predecessore, non viene offerta la stessa possiblità?

 

E dire che tutto sommato possiamo ritenerci soddisfatti delle prestazioni sportive offerte dalla squadra in questo mese. Sono infatti arrivate le 3 vittorie contro Genoa, Catania e Livorno (avessimo detto Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco…) che sommate alle 2 rimediate sul finire di marzo hanno permesso al Milan di conseguire ben 5 vittorie consecutive: evento che non si verificava dall’estinzione del T-Rex.

 

Una cosa possiamo dirla: pur con tutti i limiti tecnici del mondo, questa squadra sta cominciando ad assumere una sua filosofia di gioco considerando anche che la formazione titolare nelle ultime gare non è stata praticamente mai alterata. Tralasciando gli indovinatissimi innesti di Rami e Taarabt, tutto ciò è sicuramente merito di una persona sola: Clarence Seedorf.

 

A rovinare il clima di serenità sul campo ci ha pensato però la Roma, infinitamente più forte del Milan in questa stagione. Ciò che fa rabbia però è l’impressione che in molti attendessero questo tonfo per tornare a inscenare processi contro squadra e guida tecnica: elementi che al momento ci sentiamo di difendere fortemente. Gli attacchi, di qualunque natura fossero, sarebbero a nostro modo di vedere da indirizzare interamente ad una società che per ragioni sconosciute, continua a gettarsi fango da sola istigando così la stampa a disegnarci quasi come fossimo una società destinata a scomparire a breve dal panorama calcistico nazionale.

 

Perché inoltre un debito di bilancio di soli 15 milioni di euro deve essere fatto passare come un'immane disgrazia quando sappiamo bene che moltissimi altri club vincenti (italiani e non) hanno in questo momento passivi economici ben maggiori. L’unica spiegazione razionale che sappiamo indicare per cotanto atteggiamento sarebbe un’immediata cessione del club ma, se arrivano offerte anche di 500 milioni di euro e vengono rifiutate, allora continuiamo a non comprendere il senso di tutto ciò.

 

Adesso restano da giocare le ultime 3 partite prima della chiusura di una stagione comunque fallimentare sotto tutti i punti di vista, poi si tireranno le somme e, se non avverrà un radicale cambiamento di atteggiamento e risorse a disposizione, prepariamoci a vivere annate ben peggiori di questa. Noi tifosi non pretendiamo di vincere tutti gli anni, vogliamo principalmente che società e squadra mantengano la dignità che ci ha sempre contraddistinto negli anni. Meditate voi che state "lassù in alto": la disaffezione è un processo assai veloce da portare a compimento.

 

Statistiche del mese di aprile:

 

Partite giocate – 4: 3 vittorie, 1 sconfitta

Giocatori migliori del mese di aprile: Taarabt, Rami, Kakà

Giocatori peggiori del mese di aprile: Montolivo, Honda, Balotelli

Goal del mese: Riccardo Montolivo contro il Catania

Posizione in classifica: decimo posto a quota 51 punti; -1 dal sesto posto, -18 dal terzo

 

Donato Boccadifuoco

Immagine: Zimbio - Gabriele Maltinti/Getty Images Europe

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