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Qualcosa è cambiato

Del 12/06/2015 di Damiano Caprioli


Nell´arco di una settimana tutto è cambiato: nuovi soci, nuovo allenatore, nuova mentalità, nuovi giocatori...

Partiamo da un presupposto: niente è ancora confermato ufficialmente, tuttavia l’allenatore dovrebbe essere Mihajlovic, la proprietà dovrebbe salutare l’ingresso di nuovi soci provenienti dall’estremo Oriente, c’è finalmente un mercato fatto di nomi veri e non solo parametri zero e si vuole creare un mix tra giovani ed esperti, campioni ed emergenti, italiani e stranieri.

Il modello Milan degli ultimi due anni ha fallito: allenatori “milanisti” creati a tavolino, parametri zero ricercati qua e là, una proprietà senza più la forza di investire. Ora sembra che ci sia stata una virata, una sterzata che possa impedire al Brand Milan di svalutarsi irrimediabilmente. Un paio di anni bui non possono cancellare un ventennio di successi, ma la mancanza di prospettive che potrebbero allungare tale durata di insuccessi sì, e quindi ecco che si comincia a ricercare la strada più adeguata verso una ritrovata competitività.

I tifosi milanisti ricominciano a sognare: Galliani ad Oporto a trattare Jackson Martinez, Galliani a Monaco a trattare Kondogbia, Galliani in contatto per il ritorno di Ibra, Galliani che fa offerte per Miranda, Godin… L’idea di Ital-Milan finalmente accantonata, per far spazio ad un Milan che offra giovani di talento, un’ossatura italiana e qualche giocatore che possa fare la differenza. Come dicevo niente è ancora ufficiale, e nessuno (a parte il promettente Rodrigo Ely) è arrivato, tuttavia qualcosa deve succedere. Le trattative per giocatori già affermati (Ibra e Jackson Martinez) ci fa pensare che si voglia tornare competitivi subito, per rivalutare il marchio Milan e per poi puntare alle Borse asiatiche. Un Mister Bee che investe milioni di euro per un squadra di cui non ha la proprietà deve avere un tornaconto da qualche parte, e quindi lo sviluppo del Brand (Idea?) Milan in Estremo Oriente sembra possa essere il suo Payback di tale investimento.

A noi tifosi questo poco importa: per noi l’importante è tornare a vincere e a guardare la classifica ogni volta che giochiamo, nella speranza che si possa tornare a puntare qualcosa e che ci sia finalmente un progetto vincente alle spalle.

 

Damiano Caprioli

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