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Supermercato Milan: BASTA!

Del 18/11/2016 di Damiano Caprioli


Supermercato Milan: BASTA! Serve una netta inversione di tendenza: i campioni li dobbiamo comprare noi, non cederli al miglior offerente.

Rimpiango molto i tempi del Milan di Sacchi e di Capello sia per il gioco, sia per le grandi vittorie, ma anche per il fatto che mai nessuna squadra, blasonata che fosse, avrebbe pensato di bussare alla nostra porta e di chiederci i nostri campioni. Van Basten, Baresi, Maldini, Donadoni, Ancelotti, Tassotti etc., chi mai pensava che qualcuno dalla Spagna o dall’Inghilterra potesse alzare il telefono per chiederceli? Valeva poi anche il contrario: quante volte abbiamo visto giocare grandi giocatori in altre squadre, e quante volte abbiamo sperato che il Milan li comprasse? A suo tempo quella speranza poteva trasformarsi in realtà, oggi invece il vedere gente come Messi, Ronaldo, Hazard etc. vestire la maglia del Milan è mera follia: li possiamo vedere con la maglia del Milan solo in qualche gioco di calcio manageriale.

Con il Milan di Ancelotti la situazione stava già cambiando, ma dopo il Milan di Ancelotti lo scenario si è capovolto. Da una parte di autentici campioni di ne abbiamo visti pochi (Ibra e Thiago Silva?), dall’altra quei pochi buoni che abbiamo oggi, Donnarumma, Romagnoli, Locatelli, Bonaventura e pochi altri abbiamo paura di perderli ogni giorno. Così non va bene.

La prima cosa che dovrà fare la nuova dirigenza sarà quella di dare un segnale forte: il Milan verrà costruito per vincere, quindi nessun big o papabile big verrà ceduto. Il segnale di forza sarà quello di costruire uno zoccolo duro, forte e permettere ai tifosi di appendere poster che non dovranno essere poi cambiati di anno in anno in quanto quel giocatore verrà ceduto. Un altro segnale importante sarà anche quello di andare a comprare i calciatori forti, andandoli a visionare e sborsando il giusto prezzo per prenderli senza andare per forza a parare su calciatori a parametro zero o su quelli del Genoa. La questione Donnarumma è un caso emblematico: Gigio è destinato a diventare uno dei migliori portieri al mondo, ed il suo procuratore vuole batter cassa. Al di là di questioni morali (Donnarumma ha 17 anni, non è un oggetto), al di là delle dichiarazioni di facciata (“ sono nella squadra per cui tifo”) se il nuovo AD crede in lui, se vuole costruire un Milan vincente gli deve rinnovare il contratto, blindarlo per gli anni a venire e far passare alle altre squadre la voglia o la tentazione di chiedercelo. Noi non siamo un supermercato, non siamo la provinciale di turno (con tutto il rispetto), quindi occorre un bel segnale forte e di Forza.

Tutto questo nella settimana del Derby. Grazie all’utilissima amichevole con la Germania, Romagnoli sarà al 99% fuori per infortunio, ed una delle nostre certezze (la coppia centrale) non sarà presente. A sostituirlo ci sarà Gomez in ballottaggio con Zapata, e nessuna delle due alternative mi stuzzica. L’Inter, a livello di morale, arriva meglio del Milan: è dietro in classifica ma è stato appena cambiato l’allenatore, giocano con voglia di vincere e per loro una vittoria rappresenterebbe la svolta della stagione. Noi invece abbiamo dimostrato che quando non gioca la coppia centrale titolare prendiamo molti gol. La loro rosa è obiettivamente superiore alla nostra, quindi per vincere occorre che chi sarà in campo dia più di quanto è solito dare.

L’ultimo derby di Berlusconi: spero che i ragazzi sappiano fargli un bel regalo di Natale in anticipo.

Damiano Caprioli

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