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Gunnar Nordahl

Del 29/12/2011 di Enrico Bonifazi


Gunnar Nordahl Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.

Siamo nel gennaio del 1949 . La seconda guerra mondiale è finita da cinque anni e i calciatori impegnati nei vari fronti europei hanno fatto ritorno a casa e ai rispettivi campionati nazionali . In Italia , sta per concludersi il mercato invernale e il Milan si trova ad un passo dall'acquisto di Johannes Ploeger , forte attaccante danese che verbalmente ha già un accordo con i rossoneri .  Inaspettatamente  la Juventus , abituata in quegli anni a cogliere ottimi “frutti” nelle terre del nord , piomba sulla trattativa e con un'irresistibile offerta riesce ad assicurarsi la punta che cede alle lusinghe del club bianconero voltando le spalle al Milan . Tra le due società , fino ad allora in buoni rapporti , scoccano le scintille che finiscono per far divampare un incendio diplomatico . La stampa sportiva e l'opinione pubblica si schierano con i rossoneri sottolineando lo “sgarbo” della vecchia signora . Le accuse e le allusioni però , non lasciano indifferente Gianni Agnelli che deciso a ricucire i rapporti con lo staff milanista , si dichiara disposto a cedere la prelazione che la Juve ha su di un altro attaccante , lo svedese Gunnar Nordahl . Il curriculum del calciatore è di tutto rispetto : campione olimpico in carica con la nazionale svedese e la media di quasi un gol a partita nei campionati disputati in patria . Tuttavia , Nordahl ha ventotto anni e il calcio scandinavo mantiene un livello medio poco più che dilettantistico . Il Milan però fiuta l'affare e non si lascia scappare l'attaccante . Niente di meglio del “Pompierone” per spegnere le fiamme del caso Ploeger . Questo è infatti il soprannome che Gunnar si trascina dai tempi in cui il Norkoeping lo strappò al Degerfors grazie alla promessa di un posto fisso come vigile del fuoco dopo i suoi trascorsi da operaio tornitore . In realtà , quel ragazzone di un metro e ottanta (altezza non usuale all'epoca) con i suoi novanta chili di muscoli e la sua agilità unita a grande rapidità , si dimostra un portento anche nell'arte di “incendiare” il pubblico sugli spalti con le sue giocate . Il giorno del suo debutto , il 27 gennaio del 1949 , in una partita cui la neve aveva impedito il regolare svolgimento , va a segno contribuendo alla vittoria del Milan sulla Pro Patria . Un battesimo bagnato nel migliore dei modi e che rappresenta solo la prima delle tante prodezze portate a termine dallo svedesone rossonero . Al termine della mezza stagione disputata , Nordahl totalizza 16 reti in 15 presenze e il piatto della bilancia scende sotto il suo peso che alleggerisce e di molto il rammarico iniziale per lo sfumato acquisto di Ploeger . Il danese infatti , sta deludendo le attese e sono in molti a Torino a mordersi le mani per la delusione . Purtroppo il finale di stagione è marchiato dalla tragedia del colle di Superga dove perdono la vita in un incidente aereo , tutti i giocatori del Grande Torino , una squadra stellare , autentica dominatrice dell'ultimo decennio . Mancano ancora poche partite al termine del campionato , ma Milan ed Internazionale , propongono di dichiarare campioni i granata in anticipo per celebrare la tragica fine di quei ragazzi straordinari . L'estate successiva però , si torna alla realtà , con tutti i grandi club pronti a contendersi l'eredità di quel Torino . Su consiglio di Nordahl , il Milan porta in Italia altri due fortissimi giocatori svedesi . Nils Liedholm , capitano della nazionale e Gunnar Gren . Già ...Gren , Nordahl e Liedholm ...è il famoso Gre-No-Li , il trio d'attacco che più è rimasto impresso nella storia del Milan e che riesce a far brillare gli occhi ad ogni anziano nostalgico che “ai suoi tempi” lo ha vissuto . Nordahl inizia a gonfiare tutte le reti che si trova di fronte e i rossoneri spesso chiudono le partite in goleada . Lo scudetto , dopo la prima stagione del trio , va alla Juventus ma grazie a Nordahl , i rossoneri iniziano ad avere un seguito anche oltre i confini di Milano per il loro calcio offensivo e spettacolare e l'appuntamento con il tricolore è soltanto rimandato all'anno successivo . E' proprio grazie ad un gol del pompierone che i rossoneri battono l'Internazionale nel derby di ritorno . La vittoria risulterà decisiva perchè i nerazzurri resteranno staccati di un solo punto . Nella penultima giornata (il giorno della matematica certezza) , l'Internazionale gioca a Torino mentre il Milan deve vedersela in casa contro la Lazio . L'impossibilità di comunicazioni interne in tempo reale (non esistevano Wi-fi e cellulari) non permette errori . Serve vincere ! La Lazio va subito in vantaggio ma Nordahl acciuffa immediatamente il pari . Nuovo vantaggio dei capitolini poco prima dell'intervallo e nonostante la reazione veemente dei rossoneri , il risultato resterà invariato per tutto il secondo tempo . La sconfitta getta gli spalti gremiti nella desolazione e nello sconforto . Si attendono notizie da Torino . Tutti si scambiano voci e ipotesi finchè l'altoparlante annuncia : “ A Torino , Torino batte ...” l'esplosione di gioia del numerosissimo popolo rossonero sovrasta il risultato . La sconfitta contemporanea dell'Internazionale premia la squadra allenata da Czeizler e lo scudetto torna a Milano (sponda rossonera ) dopo ben 44 anni . Nordahl con una tripletta , contribuisce anche alla vittoria della coppa Latina grazie allo scoppiettante 5 a 0 a San Siro . L'attaccante svedese affiancato dal barone Liedholm e dal professore Gren , non si ferma più . Con la sua pettinatura brillantinata , la riga da un lato e un comportamento impeccabile  , conquista tutti . In campo è immarcabile , nessuno riesce ad arginare la sua potenza . Segna con ogni mezzo e da ogni zona del campo . Il suo gioco aereo è perentorio e raramente si è visto un giocatore così alto dotato di uno scatto simile . Il Milan grazie all'attaccante e ad alcuni rinforzi (Schiaffino su tutti) staziona nelle zone alte della classifica ma il tricolore arriva soltanto nel 1955 grazie ad uno straordinario finale di campionato in cui vengono affossate le speranze di rimonta dell'Udinese seconda in classifica . Nell'estate del 1956 Gunnar Nordahl , lascia la squadra rossonera per passare alla Roma . E' tuttora il più grande realizzatore nella storia del club con 221 reti in 268 presenze nelle varie competizioni  . Nel campionato Italiano vanta 225 gol , secondo di tutti i tempi dietro a Piola . Anche nella Roma , a quasi 36 anni , Nordahl segna 13 reti nella sua prima stagione . A trentasette anni , appende le scarpe al chiodo , dopo una seconda parte di carriera gloriosa , impreziosita da due scudetti , due coppe Latina e cinque titoli di capocannoniere oltre all'oro olimpico con la svezia e i titoli nazionali vinti in patria con il Norkoeping . La serie A così , resta orfana del bomber con la più alta percentuale realizzativa di tutti i tempi . Tracce di lui , ci saranno sempre negli archivi rossoneri e nel palmarès della società . Tutti i più informati conoscono le sue statistiche , i calciofili sanno bene il valore di questo campione , ma gli anziani tifosi e tutti quelli che lo hanno visto giocare o erano lì , quel 10 giugno del 1951 a coprire con le loro grida di gioia la voce dell'altoparlante che annunciava la sconfitta dell'Internazionale ...beh ...loro lo tengono nel cuore perchè per un tifoso ogni gol è un'emozione , e loro sono debitori nei confronti di Gunnar di ben 221 reti , perchè Nordahl , la rete ,  la gonfiava , ma sapeva gonfiare anche i cuori di chi , nel cuore , ha il Milan .

Enrico Bonifazi

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