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All'inseguimento dell'Europa

Del 28/02/2017 di Claudio D'Aleo


All'inseguimento dell'Europa Montella verso la conferma. Intanto è in arrivo il Chievo.

47 punti. Settima posizione in classifica a 1 punto dall’Inter milionaria di Pioli (48 punti) e a 3 dalla Lazio di Simone Inzaghi (50 punti). L’Atalanta di Gasperini è quarta a 51 punti. E’ la vera rivelazione del Campionato. Più avanti ancora troviamo le formazioni impegnate per la lotta al “vertice”. Napoli (54 p.), Roma (59 p.), Juventus (66 p.). Non è il nostro “pane”. Almeno per quest’anno. Il Milan ha vinto 14 partite, ne ha pareggiate 5 e ne ha perse 7. 37 i gol fatti, 29 quelli subiti. Nonostante le critiche e le innumerevoli difficoltà “ambientali” i “Montella boys” “veleggiano” col vento in poppa. E’ uno “score” niente male. L’obiettivo è l’Europa League ed è sempre più vicino. L’Inter (costruita anche quest’anno per vincere lo Scudetto) ha segnato 4 gol in più di noi e ne ha subiti 2 in meno. Della serie: davvero poche le differenze! Non sono affatto più forti di noi. La Lazio ha realizzato 8 gol in più ma ha subito quanto noi: 29 reti.  Il Milan gioca il calcio che “può” con i mezzi che “ha”. Un calcio gradevole, armonioso, talvolta semplice. Corriamo il rischio di ripeterci ma lo facciamo volentieri. I “Montella boys” scendono in campo col coltello tra i denti. Lottano sino all’ultimo istante di gara e non si arrendono mai. Si sono “specializzati” in rimonte “impossibili”.  Citiamo Milan-Sassuolo (da 1-3 a 4-3); Palermo-Milan (da 1-1 a 1-2); Milan-Inter (2-2); Milan-Crotone (da 0-1 a 2-1); Torino-Milan (2-2). In questo, ma non solo in questo, la “mano” dell’allenatore si vede e ci pare evidente. Montella merita solo elogi. L’essenza del suo “credo calcistico” la si trova spalmata sull’intera “spina dorsale” della squadra. Donnarumma, De Sciglio, Romagnoli, Bonaventura, Locatelli, Kucka e Suso sono e saranno le fondamenta e gli alfieri del Milan presente e futuro. Nonostante la “limitatezza” della” rosa” il Milan  gioca  da “grande” e mai allo stesso modo. L’abito “tattico” varia a seconda di chi si ha di fronte. Se hai di fronte la Juventus, ti “vesti” in un modo. Se hai di fronte il Pietre Tagliate  in un altro. Quello che non manca mai nello “scacchiere montelliano” è il rispetto che si deve ad ogni “avversario”. Inizi con 4-3-3 e magari finisci col 4-3-2-1 o col 4-3-1-2. E’ il calcio di Montella. A noi piace. Un calcio che esalta ma a volte deprime. Ha esaltato Suso ma ha “limitato” Bacca. Ha esaltato il primo perché gli sono state consegnate le “chiavi” del gioco del Milan. Ha “limitato” il secondo che mal digerisce gli schemi tattici dell’aeroplanino più votati a armonizzarsi in un centravanti di manovra piuttosto che in un predatore dell’area di rigore. Dettagli, certo. Ma importanti. L’aeroplanino ha rigenerato diversi giocatori. Niang e Suso ma non solo. Anche Paletta. Anche Bertolacci. Di Francesco si lamenta. Calma e gesso. Mica può vincere sempre lui. Era abituato troppo bene. Il tecnico del Sassuolo è lo stesso che l’anno scorso disse-correggeteci se sbagliamo- di non volere allenare il Milan per non imbattersi in un ambiente –a suo dire- parecchio confuso. Il Milan quest’anno ha avuto concesso finora 7 rigori. Il Sassuolo 6. Al Milan mancano di certo due penalty: uno in Milan Pescara (1-0. Undicesima giornata; fallo di Coda su Bacca non rilevato). L’altro in Milan Sampdoria (0-1. Quarta di ritorno. Fallo di Silvestre su Bacca anche questo non rilevato). Come dire: ognuno sarebbe meglio guardasse in casa propria. In questi anni ne abbiamo viste di cotte e di crude. Il 25 febbraio del 2012 venne annullato un gol nettissimo e clamoroso a Muntari in occasione di un Milan Juventus poi passato alla storia. Il Milan perse un Campionato che avrebbe meritato di vincere. Il calcio è come la vita. A volte prende, altre dà. “Avvitarsi” attorno a certi discorsi non giova a nessuno e non porta  a nulla. I rossoneri vantano un telaio robusto e una identità calcistica ben definita. Con un innesto per reparto l’anno prossimo potrebbero lottare per lo Scudetto. Pensiamo a Musacchio in difesa, Badelj a centrocampo,  Aubameyang in attacco e Keita sulle fascia sinistra. 4 innesti ma buoni per completare un organico buono già adesso.  Il resto della “rosa” sarebbe completato dagli innesti provenienti dal vivaio e dai giocatori appartenenti alla “rosa” attuale che saranno eventualmente confermati. I cinesi si apprestano a diventare i nuovi proprietari del Milan. Il closing però slitta a inizio aprile. Calma e gesso. Fassone e Mirabelli sono già al lavoro. Dopo cinque anni di tribolazioni siamo all’inizio di un nuovo capitolo. Era ora. 

 

Claudio D’Aleo

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