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Anche con il 9° posto non sarebbe un fallimento

Del 22/01/2017 di Riccardo Giannini


Anche con il 9° posto non sarebbe un fallimento Milan sconfitto in casa con il Napoli, la Champions un miraggio e l'Europa League scivola, ma..

La sconfitta per 2-1 con il Napoli è stata onorevole. Rischio concreto di rivedere lo 0-4 di un anno fa, ma dopo una mezz'ora da incubo la squadra rossonera ha avuto una reazione di orgoglio. L'organizzazione di gioco non manca, i giocatori lottano e onorano la maglia. Tutti tranne Bacca, che lo scorso anno scatenava i dibattiti sui social: "scarso tecnicamente", "sì, però segna tanto come Inzaghi". Il problema è che quest'anno Bacca segna poco e la scusa dei pochi palloni ricevuti, valida lo scorso anno, non regge più. I cross piovono in area, ma lui è sempre a nascondersi dietro i difensori. Se è richiesto il movimento sul primo palo, lui è sul secondo. Bacca ha il pregio (per gli avversari) di scegliere sempre la cosa sbagliata.

 

Ma le mancanze del Milan non si limitano alla latitanza del terminale offensivo: Niang sparito, organico ristretto, giocatori di scarsa qualità. Anche se la sconfitta con il Napoli è frutto soprattutto di un errore del pur validissimo Montella. Aggredire con entrambi i terzini è stata la mossa a cui Sarri ha dato scacco matto con Mertens centravanti-rifinitore e gli inserimenti letali proprio degli esterni offensivi. Dalla gara con l'Olimpico, contro la Roma, il Milan ha abbandonato l'atteggiamento prudente dei primi tempi, prendendo in mano il pallino del gioco. Peggiorando però il proprio rendimento in termini di punti conquistati. Non è questione di fortuna prima e di sfortuna poi. Il Milan faceva sfogare l'avversario, soffriva. Nella ripresa lo colpiva sfruttando il calo della guardia. Ora invece costruisce gioco, basandosi soprattutto sulla qualità degli ottimi Suso e Bonaventura. Ma la maggior sfrontatezza ha aperto delle brecce in difesa. I rossoneri sono più vulnerabili. 

 

La zona Champions League si allontana, l'Inter è in corsia di sorpasso e - mettiamoci il cuore in pace - ha già il quarto posto in tasca. Lazio e Fiorentina hanno purtroppo più qualità. Il Milan rischia di doversi giocare il settimo posto con Torino e Atalanta. Il Torino è più scarso. Ma davanti ha Belotti, l'opposto di Bacca. Un giocatore che fa reparto da solo, decide le partite e gioca per la squadra. A maggio il Milan potrebbe trovarsi al nono posto. Ma non sarebbe un fallimento. Il passaggio societario rallentato ha ovviamente impedito l'immissione di capitali sul mercato. Negli ultimi anni, estate 2015 a  parte, il Milan di Berlusconi e Galliani ha vissuto di prestiti e parametri zero. Escludiamo Bacca e Icardi, contate quanto sono costati Gagliardini-Kondogbia-Candreva-Perisic-Joao Mario all'Inter e fate il rapporto con Kucka-Locatelli (o Montolivo)-Bonaventura-Niang-Suso. C'è da rabbrividire. Allora non rimane che tornare all'ottica di fine agosto: stagione di transizione.

 

L'obiettivo, dopo la ricostruzione di uno spogliatoio sano, è avere una squadra con un'impronta e un'identità. Stare coperti e colpire in ripartenza è una lezione facile da apprendere. Più difficile è prendere il pallino del gioco e rischiare di essere colpito, nelle ripartenze. In questo impianto di gioco, è fondamentale la crescita di Suso e Bonaventura, i pilastri su cui sarà fondato il nuovo Milan. I giocatori sono chiamati a una crescita, individuale e non solo di squadra. Prendiamo Calabria: penoso con il Napoli. Ma meglio una partita orrenda con la maglia del Milan che tre insufficienti con quella del Cagliari, per poi andare in panchina e sparire dai radar. La cosa capitata a José Mauri. La stagione di transizione è un inevitabile passaggio per la ricostruzione. A giugno però si dovrà fare sul serio, partendo dal mercato: a questa squadra servono un forte difensore centrale, due centrocampisti di leadership e qualità, un forte attaccante di fascia sinistra e piede destro che sappia segnare. Inoltre bisognerebbe fare un ragionamento su un terzino di spicco e anche sul centravanti. Un mercato insufficiente getterebbe nel cesso la stagione di transizione. Allora sì, il probabile nono posto di quest'anno sarebbe un fallimento. A posteriori, ma pur sempre un fallimento. 

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