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Berlusconi gongola, l'ItalMilan c'è

Del 18/10/2016 di Irene Benedetti


Berlusconi gongola, l'ItalMilan c'è Il Milan di Montella stupisce gara dopo gara. E´ la squadra che ha sempre desiderato Silvio.

Il Milan c’è. Ha una sua identità. Gioca da squadra. Si muove in campo secondo meccanismi ben oliati. E’ allenata da un tecnico giovane, competente e dalle idee chiarissime. La vittoria contro il Chievo non deve trarre in inganno. I  limiti c’erano e sono rimasti. A gennaio si tenterà di correggerli senza però stravolgere l’ottimo lavoro fin qui svolto. Il “telaio” pare “rodato”. La “spina dorsale” robusta. Nessuno ha la bacchetta magica. Neppure Montella. Il lavoro e le idee innovative “pagano” sempre. La novità è che dopo 5 anni di stenti e arrabbiature ammiriamo adesso un gruppo  che sa stare in campo come si deve e sa offrire “spezzoni” di calcio godibile e talvolta convincente. I ragazzi si impegnano, sgobbano. In campo si aiutano reciprocamente. Credono nel loro tecnico. Hanno voglia di lasciare un “marchio” ben preciso in quella che già si preannuncia come una stagione memorabile, storica, da non dimenticare. Montella sta plasmando la squadra ruolo dopo ruolo, calciatore dopo calciatore, idea dopo idea. Il gruppo lo segue. Il calcio mercato estivo ha consegnato al tecnico una serie di giocatori che non gli servivano e che probabilmente non utilizzerà mai (Vangioni e Pasalic su tutti). Lui non ne ha fatto una piega. Ha continuato ad allenare e a interloquire con ogni componente della “rosa” come se avesse a disposizione 22 fuoriclasse. L’aeroplanino ha trasformato Milanello in un laboratorio calcistico di prim’ordine. Prova moduli, schemi e calciatori alla ricerca del miglior risultato possibile. Vincenzino si arrangia col materiale umano di cui dispone. Diciamo che sta valorizzando uomini e cose. Il grande merito è quello di cercare di estrarre il meglio possibile da ogni giocatore e da ogni “circostanza” tattica sia necessaria alla bisogna.

 

Il tecnico punta sui giovani. Eccoti in campo Calabria e Locatelli dopo Suso e Niang. Ragazzi promettenti e dal futuro assicurato. Sta a loro continuare a lavorare sodo mantenendo i piedi ben saldi per terra. Presto sarà il turno di Zanellato, per molti addetti ai lavori il “nuovo” Lodetti. Montella ha preso la squadra da Mihajlovic e ne ha rinnovato compiti e potenzialità. Per 8/11 allena la stessa squadra che lo scorso Torneo è stata a disposizione del tecnico serbo. Le novità, basilari, si chiamano Paletta, Suso, Niang. Tre “epurati” a vario titolo. Con Mihajlovic non avrebbero giocato quasi mai. Oggi sono titolari inamovibili. Attorno a quei tre più Kucka e Locatelli, Montella sta costruendo il Milan del presente e del futuro. Kucka sembra un altro giocatore. Un martello “pneumatico” a tutto campo. Un trascinatore. Adesso “vede” la porta e ha imparato a segnare da lontano. A Locatelli Montella ha consegnato le chiavi del centrocampo. Mica quisquilie. Il tecnico evidentemente si fida. Sa che il ragazzo vale. Bisogna soltanto gestirlo bene e senza frenesie. L’anno scorso il Milan sembrava una squadra volenterosa ma “ingessata”. Il gioco lasciava parecchio a desiderare come il possesso palla e la circolazione della stessa. La “deconcentrazione” era di casa e ha fatto danni enormi. Mihajlovic ha lasciato buoni ricordi nella tifoseria ma il suo Milan spesso cadeva in “trance”. Oggi i rossoneri  stanno in campo con un criterio mai visto. Ognuno sa quello che deve fare e lo fa con semplicità assoluta. Montella studia tanto. Uomini, moduli e schemi. “Entra” nella testa dei suoi calciatori. Li motiva e li responsabilizza. Ha “promosso” ma ha anche “bocciato” (non solo Vangioni e Pasalic. Anche Ely, Honda, Luiz Adriano. Poli è in “bilico”). Oggi il mister ha le idee più chiare. Da anni non vedevamo calciatori del Milan tirare da fuori area. Questo vuol dire che se hai un buon allenatore e ti fidi, gli dai retta e lo “ascolti” anche quando sei in partita. Giochi più tranquillo. Calma e gesso. L’assenza di Montolivo pesa. Sosa ha dimostrato di poter essere utile. Mati Fernandez è da sempre un “pupillo” dell’aeroplanino. Tutto in “alto mare” per lo sfortunato Bertolacci. L’ex Genoa dovrà ricominciare da capo. Entrare negli schemi e nei meccanismi di Montella non sarà facile. Dovrà lavorare molto. Sabato sera arriva la Juventus Campione d’Italia e prima in Classifica. La affronteremo “piazzati” al secondo posto. Incredibile. Mantenere la calma e la giusta concentrazione sarà “vitale”. Se qualcuno ci avesse pronosticato questi punti a inizio Campionato l’avremmo preso per matto. Oggi guardiamo la Juve con rispetto. Pronti a vendere cara la pelle e a giocarci da protagonisti quella che si preannuncia già come la “partita delle partite”. Per molti, il vero “derby” d’Italia. 

 

 

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