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Il Milan va nonostante le critiche

Del 21/02/2017 di Claudio D'Aleo


Il Milan va nonostante le critiche Vittoria importante con la Fiorentina, a Sassuolo per incamerare punti preziosi.

A 44 punti si respira un’aria diversa. Quella dell’Europa League. Quella che mai e poi mai il Milan dovrà farsi sfuggire a Campionato concluso. I “Montella boys” non giocano un calcio bellissimo. Questo va detto. Ma va detto anche che la squadra lotta, si sacrifica, vince. Offre un gioco tutto sommato convincente. Il che non guasta. Montella sta traendo il massimo possibile dal “fieno” che possiede in cascina. Un merito, non certo una “colpa”. Ha creato un gruppo “sano” e competitivo. Ha lanciato giovani interessanti e dal futuro “ipotecato”. E’ a ridosso dell’Europa League, ovverossia il traguardo di inizio stagione. Come dire: il programma rispettato per intero. Obiettivo dopo obiettivo.  Partita dopo partita. Gruppo e Mister meritano solo applausi. Chi critica ci delude. I rossoneri occupano il  7° posto in Classifica. Sono a 3 punti dalla Lazio (che ne ha 47) e a 4 dall’Atalanta e dall’Inter “milionaria” che di punti ne hanno 48. Mica male per una squadra costruita senza “fondi” e con soli “prestiti” all’orizzonte. Il tutto in attesa del “Closing” e del conseguente cambio di Proprietà previsti per i primi di marzo.

Montella studia partite e avversari cercando di aggrapparsi a tutti i “cavilli” possibili e immaginabili per non lasciarci di volta in volta le “penne”. Compito non sempre agevole. Contro le squadre più forti il Milan soffre come è giusto che sia. Però non è stato quasi mai “schiacciato”. Non si è mai “suicidato” tatticamente. La squadra gioca senza uno dei suoi “leader” più acclamati: Bonaventura. L’assenza di “Jack” avrebbe potuto fiaccarne morale e “resistenza”. Il Milan è rimasto quello di sempre. La squadra sta mantenendo intatte le sue “prerogative”. Da questi particolari non trascurabili ti accorgi se un gruppo è di “ferro” o di “burro”. Il Milan sta rispondendo alla grande. Montella non ci ha pensato due volte. Ha ovviato all’assenza di Bonaventura mettendo Pasalic nella posizione che è stata di “Jack” non disdegnando, talvolta, di farlo giocare anche in mediana. E’ successo contro la Fiorentina. I risultati sono stati più che buoni. Il ricorso a Bertolacci e/o Poli rimane l’estrema “ratio” per completare un reparto penalizzato pure dall’assenza di Montolivo. Sia il Capitano che “Jack” hanno salutato questo Campionato.  Li rivedremo il prossimo anno. Nonostante tutto la squadra “gira”, produce calcio, non si arrende mai. Il “telaio” è buono. Concede le opportune garanzie. Il rientro di Kucka e l’esplosione di Deulofeu stanno facendo il resto. Kucka mette a disposizione i muscoli e la tempra indispensabili in un momento di grande difficoltà come l’attuale. Deulofeu è la vera sorpresa. Il ragazzo possiede colpi straordinari. Il gol contro la Fiorentina ma anche la prestazione precedente al dall’Ara contro il Bologna lo hanno consacrato quale nuovo idolo dei tifosi.  Dribbling, corsa e visione di gioco non gli mancano. Dovrà esserne valutata la costanza. Sarebbe la mancanza di “continuità” il suo tallone d’Achille. Vedremo. Lo spagnolo è in prestito secco dall’Everton. “Appartiene” al Barcellona. E’ con i catalani che Fassone e Mirabelli dovranno poi discutere se vorranno acquistarlo definitivamente. Lo stesso vale per Pasalic che è del Chelsea. A “closing” ultimato il Milan rinnoverà il contratto a Donnarumma per i prossimi cinque anni e “allungherà” quello di Suso. Lo spagnolo è il vero “faro” della squadra. Crea e ricama calcio come un vero fuoriclasse. Ci chiediamo come mai non abbia giocato con continuità gli anni passati. Misteri del calcio. Oggi rinunciare a Suso sarebbe una follia. E’ lui l’ambasciatore del calcio di Montella in campo.

A Vincenzino fischiano le orecchie. Berlusconi lo avrebbe più volte “ripreso” per via del modulo tattico non “gradito”. Il Presidente avrebbe “spinto” per il trequartista dietro alle due punte. Cioè per il 4-3-1-2. Montella ha ottenuto il meglio dal 4-3-3 e da quell’orecchio continua a non sentirci. Da qui le incomprensioni tra i due. Nel frattempo la squadra continua a macinare punti preziosi e a giocare secondo criteri ben consolidati. I 3 punti strappati alla Fiorentina rischiano d’essere “pesanti”. Preoccupa la crisi di Bacca. Il colombiano sembra proprio non “digerire” il calcio di Montella. Mirabelli segue Simeone del Genoa e Aubameyang del Borussia. Punte di ruolo “micidiali” in area di rigore ma “votati” al fraseggio coi compagni e alla “costruzione” della manovra . Il “chiodo fisso” di Montella rimane la partecipazione della squadra al gioco corale. Tutti devono saper difendere. Tutti devono saper attaccare. Per l’Aeroplanino il centravanti non deve essere né statico né giocare spalle alla porta. Deve segnare, ovvio, ma pure “vedere” il gioco. “Tutti per uno, uno per tutti”. Non certo e non solo un modo di dire. Un “credo” tattico bello e buono. 

Claudio D’Aleo

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