« Tutti gli articoli della categoria Editoriali

Lettera aperta ad Andrea Poli

Del 09/02/2017 di Riccardo Giannini


Lettera aperta ad Andrea Poli Il Milan supera 1-0 il Bologna, giocando oltre mezz'ora in nove. Tra i miracoli di Donnarumma e i capolavori di Deulofeu, spunta un protagonista inaspettato

Caro Andrea,

sono uno dei tuoi critici più feroci. In primis, lo riconosco, per essere un "innamorato deluso". Ti conosco dai tempi del Treviso di Ezio Rossi, quando in serie B mostravi qualità non indifferenti. Pensavo che potessi diventare un grande centrocampista. Non ci sei riuscito. Così a 27 anni navighi a vista, in un Milan in declino, tra le ultime scelte di Sinisa Mihajlovic prima e di Vincenzo Montella ora. Quando ho scoperto che il tuo contratto era stato rinnovato al giugno 2018, ho imprecato. Speravo e confidavo di vederti partire, tra qualche mese, assieme all'inutilHonda. 

 

Le colpe principali, pensandoci bene, sono dei soliti noti: Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Nell'estate 2013 sei stato l'unico acquisto del centrocampo. Tu, a seconda dei punti di vista un valido o modesto gregario. Poi c'è stata la vicenda Seedorf. Quella che ha completato la spaccatura della tifoseria con la dirigenza che sta per lasciare. Ancor più della duplice cessione di Ibra-Thiago Silva. Clarence Seedorf, l'allenatore "raccomandato" che nessuno voleva. L'allenatore che sul campo si stava guadagnando il rispetto dei tifosi rossoneri, ma che poi fu fatto fuori senza pietà dallo stesso padrone che lo aveva raccomandato. Ma Seedorf faceva scelte impopolari, tra cui quella di mettere Poli fuori dalla formazione titolare, se non in alcune circostanze nel ruolo inedito di trequartista (a destra o al centro) del 4-2-3-1. Con compiti di guastatore. "Poli ha perso il mondiale per colpa di Seedorf", disse il suo procuratore, il potente Branchini. E quella frase fece infuriare i tifosi. 


Andrea, sei stato al centro di uno dei Milan peggiori della storia, quello di Inzaghi. La squadra che non poteva pensare di dominare l'Empoli a San Siro. Il tuo ingaggio non era giustificato dal livello delle tue prestazioni. Con Sinisa sei finito ai margini, in un pomeriggio disastroso a Bergamo ti sei reso protagonista di un gesto "tecnico" che ha scatenato l'ilarità del mondo sportivo. Sei caduto per terra. Ed era quasi un segno del destino. Caduto a terra goffamente, come questo Milan, incapace di rialzarsi.

 

Ma la vita e il calcio a volte regalano momenti impensabili ed emozionanti. Un Bologna-Milan arrivato dopo quattro sconfitte consecutive. Il "tradimento" di quelle che erano due colonne, Paletta e Kukca, che in modo sciagurato lasciano la squadra in nove dopo un'ora di gioco. Una squadra in doppia inferiorità numerica, senza Romagnoli e Bonaventura, con un terzino alla prima partita ufficiale. Montella ha tolto Bacca, il peggiore dopo i due espulsi, mettendo te, Andrea.

 

Mossa azzeccata. Il nuovo entrato poteva rassegnarsi. "Non gioco mai, perché dovrei dare tutto me stesso ora?". Invece il nuovo entrato ha sfoderato una grinta e determinazione incredibile. Si è fatto male, ma dopo una fasciatura è rimasto in campo, stoico. Ha recuperato palloni, ha coperto, ha rilanciato. Ha corso e rincorso, finalmente non a vuoto, come troppo spesso gli capitava. Al 90' ha incoraggiato la squadra su un calcio d'angolo avversario. Ha gridato per scuotere i compagni. In quel gesto ho visto nel suo volto una luce mai vista. Non ho visto un ragazzino che piagnucolava per aver perso un mondiale. Non ho visto un panchinaro rassegnato alla sua condizione. Per un momento ho visto un Capitano. Con la C maiuscola. 

 

Non so Andrea dove sarai al 31 agosto 2017. Probabilmente non sarai in rossonero, perché il nuovo Milan dei cinesi a centrocampo dovrà schierare giocatori di caratura, per riprendersi il suo posto nel calcio italiano e in quello internazionale. Magari ci sarai ancora: e probabilmente nella tua collocazione di gregario, alla Padoin. Sembra una presa in giro, invece Padoin è stato un idolo per la tifoseria juventina. Un supporto utile a tanti campioni. 

 

Non so dove sarai tra qualche mese, ma sappi che l'8 febbraio ti sei riguadagnato tutta la stima che avevi perso. Hai dato tutto per la maglia, da vero Casciavit. Hai reso fiero il tuo allenatore che poche volte ti ha dato la possibilità di scendere in campo, come avremmo fatto tutti, stanchi di quel Milan fallimentare visto negli ultimi anni. Ci hai reso orgoglioso, assieme ai tuoi otto compagni. 

 

Ci auspichiamo di tornare presto ai fasti di un tempo, di festeggiare vittorie e trofei. Ma conserveremo sempre il ricordo di un 1-0 strappato con le unghie e con i denti in una fredda sera a Bologna. Una partita all'apparenza insignificante. Ma non è così. A figli e nipoti racconteremo quello storico 8 febbraio 2017. Racconteremo di nove eroi. Dello spagnolo creato da Dio e dei suoi numeri. Della determinazione di un giovane croato. Di un paraguaiano che era su tutti i palloni. E di una riserva "inutile" che per una sera ha mostrato cosa significhi essere portatore dei valori rappresentati dalla maglia rossonera. Il rosso del fuoco che arde nel cuore, il nero rappresentato dalla paura degli avversari e dalla loro rassegnazione.

 

Grazie Andrea.

 

Riccardo Giannini

Commenta l'articolo
(L'indirizzo e-mail non verrà visualizzato)

Dichiaro di accettare e aver preso atto dell'informativa resa sul trattamento dei miei dati personali



Tutti gli articoli di Riccardo Giannini
Carlo Petrini aveva ragione (ma non ne dubitavamo)
Del 03 Marzo 2017
Nebbia totale sulla cessione del Milan. L'assemblea dei soci del 3 marzo non fa chiarezza. Galliani parla semplicemente di un accordo in discussione tra Fininvest e Sino-Europe Sports per arrivare alla cessione della società in tempi brevi. I tifosi si disperano. Ma il problema è il solito: Silvio Berlusconi.

Catastrofe cinese
Del 01 Marzo 2017
Closing rimandato, ma il futuro del Milan è fortemente in bilico, non solo la permanenza di Donnarumma
Honda e il trequartista, teneteveli voi!
Del 17 Febbraio 2017
Aspettando il closing, ultimi fuochi d'artificio con il ritorno di Silvio Berlusconi, sparito dopo il referendum elettorale.
La mia parte bipolare
Del 04 Febbraio 2017
Cinesi ricchi e cinesi poveri, Caceres sì e Caceres no, Donnarumma e Locatelli prima elogiati e ora diventati il problema. Trovo molto interessante, la mia parte bipolare.
Anche con il 9° posto non sarebbe un fallimento
Del 22 Gennaio 2017
Milan sconfitto in casa con il Napoli, la Champions un miraggio e l'Europa League scivola, ma..
E' tutto molto interessante
Del 20 Gennaio 2017
Manca una decina di giorni alla fine del mercato invernale del Milan, il solito nulla trasformato in qualcosa dalla stampa. Tra un Sosa destinatario di ricche offerte e un Vangioni incedibile, ecco la mossa di Galliani per conquistare il sì dell'Everton e portare in rossonero Deulofeu.
Cessione Milan e mercato gennaio, le ultime
Del 01 Dicembre 2016
Più chiarezza al km finale della cessione del Milan. A inizio della prossima settimana importanti sviluppi. L'affare comunque non è a rischio.
Milan ai cinesi si farà, ma mercato di gennaio "addios"
Del 27 Novembre 2016
Il 13 dicembre non si farà il closing. Una doccia fredda, ma non tutto è perduto. Berlusconi fa campagna elettorale, ma quel sorrisino a Matrix esprime l'imbarazzo - più che il piacere - al pensiero di tenere il Milan.

FOCUS: Empoli Milan 1-4, l'errore di Donnarumma
Del 27 Novembre 2016
Analizziamo l'errore di Gigio in occasione del gol del pari di Saponara
L'inutile chiacchiericcio
Del 21 Novembre 2016
Si avvicina il 13 dicembre, data del closing che porterà la fine dell'epoca di Silvio Berlusconi come proprietario del Milan. Saranno giorni duri, con troppe bocche aperte e pronte a sentenziare.
Cerca