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Quanta sofferenza

Del 24/02/2017 di Damiano Caprioli


Quanta sofferenza Cambiano i tempi, cambiano le ambizioni, cambiano le aspettative, cambiano le prospettive, cambiano i metri di giudizio, cambiano i metri di paragone...

19 febbraio 2017: Il Milan sconfigge la Fiorentina dopo una partita giocata a metà, bene il primo tempo, sottomessi nel secondo. Vedendo la partita e non sapendo quale delle due squadre ha giocato in Europa League il giovedì precedente, quale squadra avreste giudicato reduce da un turno infrasettimanale? .. Appunto.  Il Milan anziché trarre vantaggio dalla stanchezza altrui ha subito la Fiorentina, ed alcuni giocatori hanno finito le batterie dopo soli 50 minuti. Ci siamo esaltati per la prestazione di Sosa, ma guardiamo le cose come stanno.. Pagato poco meno di 8 milioni di euro quest’anno, ha offerto giocate standard, ovvero senza particolare incisività nel centro campo di una delle squadre più forti del mondo, secondo le statistiche degli almanacchi. Il nostro centrocampo è stato così scarso che un giocatore appena decente sembra svettare rispetto a tutti gli altri. Una vittoria sofferta senza esprimere un calcio divertente ed appassionante viene vista come la svolta della stagione. Tanto rumore, esaltazione per un settimo posto, come se fossimo una provinciale qualunque.


Ma qual è veramente il nostro DNA? Siamo diventati una squadretta che festeggia se sfiora l’Europa League? Siamo dei tifosi ridotti a festeggiare le sconfitte altrui piuttosto che le nostre vittorie? Che cosa siamo diventati? Come ci siamo ridotti? Il data del closing si sta avvicinando sempre più, e tutti noi tifosi non evoluti abbiamo voglia di Milan, di quel Milan che ci ha insegnato cosa vuol dire dominare il panorama calcistico a livello planetario. Occorrono soldi ed investimenti, e le cifre che girano ( 150-180 milioni di Euro) sono solo il primo passo verso la tanto agognata rinascita. Basta mediocrità, basta elemosine, basta delusioni, basta prese in giro, riprendiamoci quello che è nostro.


Domenica sarà forse l’ultima partita dell’era Berlusconi, quel Presidente che ci ha preso dai bassifondi, che ci ha portato in cima al Mondo, che ci ha fatto conoscere ed amare la squadra di Sacchi e Capello, che ha portato il mio mito di sempre e per sempre Van Basten, ed oltre a lui Donadoni, gli altri olandesi, Sheva, Kakà, e che poi , come un cerchio, ha permesso che la squadra facesse un salto nell’abisso da cui era venuta. Il Milan attuale è forse più debole del Milan dell’86, ma una base solida da cui ripartire obiettivamente c’è. Starà alla nuova dirigenza blindare quei giocatori sui quali si può fare affidamento nel futuro. Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Bonaventura, Suso, e forse pochi altri. Non sappiamo ancora chi saranno i nuovi proprietari, ma Mirabelli e Fassone dovranno fare un ottimo lavoro per colmare le lacune degli ultimi anni.


Domenica pomeriggio, contro il Sassuolo squadra con la quale Allegri sedette per l’ultima volta sulla panchina del Milan, giocheranno molto probabilmente gli stessi 11 che hanno sconfitto la Fiorentina. Il Milan rincorre un posto in Europa, e la tifoseria è divisa tra chi vorrebbe starne fuori per concentrarsi solo sul campionato il prossimo anno, o chi vorrebbe invece entrare in Europa in ogni modo ed in qualsiasi competizione. Io sono per il secondo filone, soprattutto per dare modo ai nostri giovani di fare esperienza nel campo europeo. I nostri ragazzi dovranno essere pronti quando ritorneremo a cavalcare le onde della musichetta Champions…


Damiano Caprioli

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