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Verso il closing

Del 17/02/2017 di Damiano Caprioli


Verso il closing Oramai i tifosi milanisti non aspettano altro

Da qualche anno a questa parte i tifosi del Milan non fanno che appassionarsi (per usare un eufemismo) a situazioni che avvengono al di fuori dei 90 minuti del match (cambi di allenatori, cambi societari) e ad esaltarsi per le sconfitte altrui (Inter e Juve fuori dalle Coppe)


Brutto da dire, poco sportivo, ma purtroppo la storia recente del Milan ha reso con tutti gli interessi le soddisfazioni che si era presa nei primi due terzi del trentennio Berlusconiano. Il closing sembra avvicinarsi sempre più, ed ora sembra proprio che si stia avverando questo sogno: noi non aspettiamo altro che sentire parlare di programmi futuri, investimenti, sogni di gloria, e tutti abbiamo la speranza di ritornare a guardare dall’alto innanzitutto i top team italiani, poi il più in fretta possibile anche quelli europei. In questo momento invece la squadra di Montella sembra una nave che naviga a vista senza capitano e bussola; una squadra che doveva essere rafforzata e che invece ha elemosinato giocatori di riserva da altre squadre europee, una squadra che sta vivendo un periodo di transizione importante, caratterizzato da parecchi infortuni ed un pizzico di sfortuna.


Eppure, che carattere! Il pareggiare contro una buona Lazio ed il  vincere in 9 contro il Bologna hanno rappresentato la prova tangibile che almeno la voglia di fare c’è: questo non si era visto negli ultimi anni. Tutti noi abbiamo sperato di arrivare a gennaio nella posizione migliore in classifica, e poi di rafforzarci col mercato invernale (intuendo un calo fisiologico nei giovani). Invece tutti sanno come è finita, e quindi tutti i punti presi sono stati frutto sì del gioco, ma anche della carica agonistica e dalla voglia di giocatori ed allenatore. C’è una base buona dalla quale partire, i vari Donnarumma, Calabria, Locatelli, Suso, Bonaventura, Romagnoli potrebbero rappresentare la spina dorsale del Milan dei prossimi anni; a loro però occorre affiancare dei campioni, i cosiddetti top player che possono spostare gli equilibri di una squadra. I top player attuali li devi pagare, quelli potenziali scovare con uno scouting efficiente, senza affidarsi ad i soliti parametri zero o agli amici procuratori.


Prendiamo come esempio il centrocampo del PSG che ha asfaltato il Barcellona: Matuidi  – Verratti - Rabiot. Il PSG ha avuto l’accortezza di fare degli investimenti mirati e di prendere giovani talentuosi. Qua i petroldollari non c’entrano, e di esempi così se ne potrebbero fare tanti (purtroppo). Da dieci anni abbiamo picconato continuamente il nostro blasone, fatturato, potenziale ed ora siamo alla pari delle squadre di metà classifica: il trend deve cambiare, e l’Estremo Oriente è la nostra unica salvezza.
Domenica si gioca contro la Fiorentina, ed è uno scontro diretto per tentare di agganciare il sesto posto (sigh!). Rientreranno Kucka e Paletta, che giocheranno titolari. In porta Gigio, sulle fasce le scelte scontate di Abate e Vangioni. Al centro con Paletta si contenderanno un posto Zapata e Gomez. Al centro del centrocampo Sosa (Locatelli avrà un turno di riposo) con Kucka e Pasalic (o Bertolacci). Il tridente sarà il classico con l’attaccante e le due ali, ovvero Bacca con Suso e Deulofeu.


Ci sono state voci di un possibile malcontento di Berlusconi per le scelte di Montella: io a questo non credo, e credo siano tutte bufale. Montella può piacere o non piacere, ma con questo materiale a disposizione, obiettivamente, avrebbe potuto fare di più?
Damiano Caprioli

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