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Honda e il trequartista, teneteveli voi!

Del 17/02/2017 di Riccardo Giannini


Honda e il trequartista, teneteveli voi! Aspettando il closing, ultimi fuochi d'artificio con il ritorno di Silvio Berlusconi, sparito dopo il referendum elettorale.

Per prima cosa un doveroso ringraziamento a Gancikoff, colui che doveva diventare il nostro nuovo amministratore delegato. E' palese che sia stato lui a portare Vincenzo Montella al Milan, come allenatore. Nella prima fase delle trattativa Fininvest-Cina, la società rossonera viaggiava verso il vero mercato condiviso. Quello che avrebbe avuto un saldo negativo frutto dell'accordo tra le parti, anche se sostanzialmente finanziato dalla cessione di Bacca. Da qui i nomi di Musacchio, Zielinski e Cuadrado. Poi come noto Gancikoff è stato "fatto fuori" e si è proseguito con il mercato targato Galliani-Cosentino.

 

Ma torniamo a Montella. Gancikoff è riuscito a imporre l'aeroplanino, perché Berlusconi avrebbe voluto confermare Brocchi, mentre Galliani era pronto a puntare sul "feticcio" Giampaolo, tanto caro ad Arrigo Sacchi. Vi rendete conto? I due che hanno fatto la storia recente del Milan (SIC!) sono ridotti a tal punto da mettersi a un tavolo e discutere su chi sia meglio tra Brocchi e Giampaolo. Un tizio che sta facendo retrocedere il Brescia in C e un altro pluriesonerato che non va oltre metà classifica con una squadra ricca di giocatori validi (li avesse il Milan a centrocampo Praet e Torreira!). 

 

Per fortuna l'impero berlusconiano è ormai alla fine. Il 3 marzo ci sarà l'atteso passaggio di proprietà. Forchielli (chiii?), i Berlusconiani, i Gallianei e gli anti-milanisti dovranno farsene una ragione. E' stato un percorso lungo e faticoso, ma la luce in fondo al tunnel è vicinissima. Non sto a ripetere quanto sia fondamentale questo momento. Non sappiamo che cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo quello che ci avrebbe riservato proseguendo con Silvio Berlusconi: l'oblio. Quello era il destino con un Berlusconi assente e capace solo di deliri verbali, una proprietà (Fininvest) indifferente, un mercato da portare avanti senza risorse, un amministratore delegato abile a bruciare un fatturato importante, una girandola di allenatori che sarebbe proseguita all'infinito.

 

Attendiamo lo storico 3 marzo, giorno della liberazione rossonera, divertendoci grazie agli spunti offerti dalla nostra stampa.

 

Partiamo da Sky, che si è convertita sulla via di Damasco e si è accorta che i nuovi proprietari faranno sul serio, investendo per riportare in alto il Milan. D'altra parte non è che questi gettano quasi 1 miliardo di euro tra acquisto del Milan e ripianamento dei debiti per poi fare mercato a suon di parametri zero e prestiti. Così, i cinesi brutti e spiantati sono diventati ricchi e ambiziosi. Fare e disfare, come avviene per il calciomercato, quando vengono inventate trattative. Giornalismo basato sui rumors, sui "si dice", sui condizionali. 

 

Proseguiamo con la Gazzetta, che dedica un articolo ai dolori di Honda. In Giappone si interrogano sul perché non giochi al Milan. Ebbene, che si guardino un paio di partite giocate dal giapponese con la maglia rossonera per rendersi conto, magari quelle giocate nel suo amato ruolo di trequartista, nella prima parte della passata stagione. Ma Honda è un finto problema: si gode Milano e il suo lauto stipendio fino alla fine del contratto, poi andrà a svernare in America. Cosa gliene frega del Milan? Niente. L'importante è che si comporti da professionista...della panchina.

 

Concludiamo con il ritorno di fiamma del Cavaliere, sparito dalle vicende milaniste dopo il referendum costituzionale, ma tornato prepotentemente in scena. Ora sappiamo che Berlusconi avrebbe voluto tenere il 20%: prima con mr. Bee voleva comandare con i soldi degli altri, mentre con i cinesi avrebbe voluto tenere la minoranza e comandare ugualmente tutti, ovviamente mantenendo Galliani nel ruolo di amministratore delegato. Ora sappiamo che Berlusconi avrebbe mandato a casa Montella, senza pietà, nonostante la Supercoppa: perché il Milan non è padrone del giuoco, non giuoca con il trequartista e le due punte. 

 

Qualche mese fa ovviamente non avevamo certezze e la stampa poteva giocare quanto voleva su ogni presunto rumors e su ogni dichiarazione, instillando dubbi e preoccupazioni. Ora non più. La lunga della cessione del Milan ci ha fatto maturare e capire molte cose. Ci sediamo così sulla nostra poltrona, leggiamo e ridiamo, sghignazziamo immaginando Galliani chiuso nel suo bunker, con il suo album di figurine, che dice addio agli amati procuratori. E Silvio sulla poltrona con la coperta sulle gambe, che disquisisce di trequartisti, difesa a quattro e due punte, quando il suo parere sul Milan vale quanto quello del vecchietto sulla panchina al parco.

 

Non attendiamo il cadavere sulla riva del fiume. Guardiamo e sorridiamo davanti all'esibizione di chi scimmiotta malamente Norma Desmond. E ci prepariamo, una volta per tutte, ad archiviare un brutto film e a viverne un altro, con la passione che contraddistingue chi ama i colori rossoneri.

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