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Il regalo di Galliani

Del 04/11/2016 di Riccardo Giannini


Il regalo di Galliani La stampa, in previsione dell'addio di Adriano Galliani dal Milan, ne elogia il recente lavoro e i giocatori scoperti, del vivaio e non solo, che hanno aumentato il loro valore. Un regalo da 200 milioni.

Adriano Galliani non farà più parte del Milan dopo il closing. E' ormai certo, dopo le dichiarazioni rilasciate in televisione dallo stesso attuale amministratore delegato, che si è detto di non voler accettare ruoli diversi da quello ricoperto in 30 anni di Milan berlusconiano. I nuovi proprietari hanno già scelto  Marco Fassone, facendo storcere il naso a più di un tifoso rossonero, non solo per i trascorsi interisti. Ma Fassone è un dirigente esperto e soprattutto ha fama di ottimo "tagliatore di teste". Non cadete in inganno. Il lavoro per riportare il Milan in alto è molto lungo. I rossoneri hanno costi di gestione che incidono sul 40% circa del fatturato, in casa Juve meno della metà (19%). I costi di gestione non contemplano i costi dei cartellini dei giocatori e gli ingaggi degli stessi. Significa che il Milan in questo momento ha una struttura che mangia risorse e non produce. Buon lavoro dunque a Fassone. E anche al nuovo ds Max Mirabelli, già avvistato in diversi stadi. Perché le squadre vincenti si fanno così, non stando in spiaggia o al calduccio del proprio ufficio, sfogliando album di figurine o attendendo le chiamate dei procuratori.

 

Galliani lascia il Milan quindi. La nuova proprietà non si affiderebbe mai a una persona che ogni anno brucia un importante fatturato senza portare risultati, se non un aumento del passivo di bilancio e dei debiti. Galliani, con Silvio Berlusconi, è il principale responsabile degli ultimi cinque deludenti anni. Di buono, nelle fasi finali dell'impero Berlusconi, la pattuglia di giovani lanciati ormai in pianta stabile. Ma in questo ha avuto merito Mihajlovic, che ha chiesto esplicitamente Romagnoli e che non ha esitato a lanciare titolare Donnarumma. Bianchessi, che ha scoperto Gigio, Locatelli e Calabria. L'allenatore del Genoa Gasperini, che ha rivitalizzato Niang e Suso. E i meriti attuali di Vincenzo Montella, che pure può lavorare in tranquillità, senza le interferenze di Berlusconi. Sono i primi passi della ricostruzione. Ma è vero in fondo. Dobbiamo ringraziare Adriano Galliani e il suo ultimo regalo. La sua partenza. Un pacco dono che certifica la fine dell'Ac Giannino e il ritorno dell'Ac Milan 1989.

 

Immagine di copertina Artefatti.it2006

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