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L'allenatore nel pallone

Del 20/02/2013 di


L'allenatore nel pallone In campo non c'├Ę partita, ma in panchina due che studiano per fare i fuoriclasse: Tito Vilanova batte il cancro e prova il bis col Milan, Massimiliano Allegri contro l'ombra dei grandi maestri europei (e "l'allenatore in seconda" Silvio Berlusconi)

Tempo scaduto: Mercoledì 20 Febbraio, ore 20:45. A San Siro arriva il Barcellona di Leo Messi e Tito Vilanova: il dopo-Guardiola avanza con lo stesso stampo dell'ultimo Pep blaugrana, con lo stesso fenomeno a trascinarlo. Non si parla mai (giustamente?) di Messi-dipendenza, ma se ogni tanto mancasse l'argentino... Mancheranno di sicuro Flamini e Nocerino, certo non esattamente due del livello del quattro volte (consecutivamente) pallone d'oro, ma comunque assenze dal peso specifico significativo per il centrocampo rossonero e per le alchimie tattiche allestite da Allegri negli ultimi due mesi. Determinante il francese (e alle volte il centrocampista napoletano in alternativa) nel ruolo di mediano di rottura, garante per tutta la squadra dell'equilibrio fra i reparti, mancato nei primi disastrosi mesi della stagione in corso. Rinato, o meglio tornato ai fasti di quell'Arsenal vittoriosa a San Siro qualche stagione fa': oltre il nome di Adebayor il tabellone segnava il destro da fuori area a battere Zeljko Kalac di Cesc Fabregas, a lungo (e invano) poi inseguito proprio dal Milan. Sarà della partita lo spagnolo, con il probabile spostamento nel tridente di Andres Iniesta: l'accoppiata (qualità-quantità) che tanto bene fece agli ordini di Arsene Wenger non si ricomporrà neppure con maglie diverse. Con tanti saluti al suggerimento (o imposizione?) presidenziale di piazzare una marcatura personale del doppio mediano (Muntari e Flamini) sul fuoriclasse argentino. Sarà a questo punto regolarmente in campo, come nelle ultime uscite di campionato, Sulley Muntari, alla sinistra di Massimo Ambrosini (e lo spostamento di Riccardo Montolivo sulla destra). Scelte quindi obbligate a centrocampo, per una partita che si prospetta molto dispendiosa per il particolare reparto. Certo non gli stessi problemi per la formazione blaugrana: la rosa a disposizione di Vilanova non conosce problemi di moria di centrocampisti (ma in generale in nessun altro reparto). Anzi, da anni ormai la cantera sforna giovani già pronti per subentrare ai titolarissimi. Due progetti (diversi) incentrari sulla valorizzazione della linea verde, due fiosofie di gioco incentrate sull'unico obiettivo di "vincere e convincere", due allenatori insegnanti di pallone: la sfida è tutt'altro che limitata al campo. Lo è stato Tito Vilanova (in concomitanza con Guardiola) con i molti giovani ora pronti a sostituire nei prossimi anni i vari Xavi e Iniesta (anch'essi canterani). Lo è, mai come quest'anno, Massimiliano Allegri, principale responsabile dell'esplosione di El Shaarawy, De Sciglio, Niang, senza dimenticare il lavoro di recupero (o atto a quella dimostratasi un'inattesa esplosione) svolto con altri giocatori, come Zapata e Constant. Aspettado Bryan Cristante: talento più limpido della primavera di Dolcetti, ancora una volta in panchina in un match di Champions League, con la reale possibilità di giocarsi (almeno per qualche minuto) una parte importante della propria ascesa in prima squadra nella prossima stagione. Milan-Barcellona è anche futuro, attesa e pazienza: molta dovrà averne il Barca nella ricerca dei varchi per perforare la difesa rossonera. Altrettanta dovrà averne il Milan nel restare concentrato e sfruttare al massimo i contropiedi che i blaugrana concederanno. Ancora di piùù dovrà trasmetterne Allegri, per cercare di evitare le solite amnesie difensive. Quella dei milioni di spettatori collegati con San Siro da tutto il mondo è già finita: Mercoledì 20 Febbraio, ore 20:45, a San Siro arriva il Barcellona.

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