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A schiaffi

Del 16/01/2017 di Alessio Scalzini


A schiaffi Credevo che giocare 5 minuti e prendere 3 in pagella fosse impossibile, poi il Ronaldo dei dirigenti ha acquistato Niang e un Torino-Milan pieno di emozioni e gol si ├Ę per me trasformato nello show di una pippa invereconda che andrebbe unicamente presa a schiaffi.

Ero soddisfatto, avevo tirato un sospiro di sollievo e anzi, ero moderatamente ottimista sul fatto che, questo Torino-Milan, alla fine potessimo portarlo a casa. Addirittura, dopo circa 2 eoni, ero riuscito a non disprezzare (sottolineo non disprezzare, non ho detto apprezzare) la prestazione di Bacca, molto coinvolto nel gioco e capace di azzeccare anche qualche passaggio. Insomma, sembrava il classico lunedì nato male e pronto a svoltare positivamente, quando un evento ha scombussolato il mio umore e il mio basso ventre: esce Bonaventura, entra Niang. Siccome la prestazione del francese è durata 5 minuti, quello che di solito provo a fare nell’arco di 90, cioè contare le sue cappellate prima di perdermi nel mare delle stesse, oggi mi è riuscito bene e vi racconterò una bella favola, quella di uno pseudo giocatore che riesce a prendere 3 in pagella mettendo piede in campo all’85esimo minuto, roba che nemmeno Marco Frigatti riuscirebbe a celebrare nel guinnes dei primati. Primo pallone giocato, tentativo di dribbling non riuscito (strano che non riesca a dribblare un essere dalla tecnica di una stufa a legna), palla al Torino. Seconda palla, tentativo di penetrazione, indovinate un po’? Non riuscito, sfera riconsegnata al Toro. Ma il meglio deve ancora venire: Calabria è fuori stremato, la squadra di Maialovic attacca su quel lato e che fa il buon Traoré? Passeggia, guarda la partita come me sul divano e per poco i granata non passano in vantaggio. I compagni di squadra sono talmente incazzati che lo insultano in tutte le lingue del mondo, vuoi vedere che si sveglia? Oppure, mettiamo un attimo il caso che Montella gli abbia ordinato di stare comunque avanti, magari non è colpa del francese, vuoi vedere che sbaglio io? La smentita arriva nel giro di un minuto: ripartenza veloce sulla destra, Abate spara un rasoterra che attraversa tutta l’area e, nel deserto, finisce sulla sinistra, pronto per essere spedito in porta. Niang non poteva che essere lì, non copriva dietro perché sicuramente doveva sfruttare occasioni come queste, ero già pronto ad esultare e……..Niang non c’era. Niente, fresco, riposato, in campo da meno di dieci minuti, questo bidone sesquipedale non stava né avanti né dietro. Caro Vincenzino, già il fatto che tu butti nella mischia un giocatore del genere è indice che non ci capiamo, ma se dopo questa esibizione non lo prendi per le orecchie e lo appendi per 3 giorni al cancello di Milanello allora dovrò davvero pensare che non hai tutte le rotelle nel cervello. Ho una tale portaerei di parolacce nella bocca che se comincio a sparare missili qua finisce che mi chiudono la rubrica. Meglio che con Niang la chiuda qua, da prendere a schiaffi a due mani fin quando non diventano dispari. Torino-Milan 2 a 2, per come eravamo messi alla mezzora del primo tempo è davvero un lusso. C’è da dire però che, anche prima del rigore tirato in maniera ridicola dall’amico di Delio Rossi, ero piuttosto fiducioso: la squadra stava giocando discretamente bene, non ci fosse stata la prestazione da film horror di Romagnoli probabilmente  non saremmo andati sotto così pesantemente. Un appunto sul nostro numero 13: rimane a mio parere un ottimo elemento, anche in prospettiva, e non è certo una serata storta che muterà il mio giudizio su di lui. C’è però una costante che lo accompagna ormai da tempo e su cui, a mio parere, deve lavorare molto: il corpo a corpo. Ogni volta che va in duello contro qualcuno con il fisico viene asfaltato come un criceto. Ricordate il gol di Pavoletti? Il primo che mi è venuto in mente, ma guardando attentamente troverete anche voi che, nello scontro maschio, il buon Alessio fa una fatica tremenda. Caro Vincenzino, perché non lo metti a fare a sportellate con Niang in allenamento? Magari si fa pure male Traoré e ce lo togliamo dagli zebedei. Torniamo alla partita: dopo il rigore fallito dal Torino, la reazione è stata davvero degna di nota e la squadra ha dominato in lungo e in largo meritando il pareggio. Sugli scudi come al solito Suso (qualche parolaccia te la sei presa pure tu in quel contropiede finale, ma prendersela con te sarebbe folle al momento) e un Bonaventura che, pur con tante boiate nel mezzo, io non avrei mai tolto (soprattutto considerando chi è entrato al suo posto). Van Ginkel 2.0 per me continua ad essere perfettamente inutile, lento come una processione e convinto nelle giocate come un quindicenne nel corteggiare Megan Fox. Ho avuto addirittura la gioia di vedere in campo Vangioni e ricordami così dell’esistenza dello stesso. Ripeto, due a due, per come si era messa, va più che bene. Purtroppo adesso arriva una fase di calendario davvero molto dura: Napoli, Udinese, Lazio, Fiorentina, la prima delle quali con due squalificati. Insomma, in questo mese ho l’impressione che capiremo molto del nostro futuro e, se da un lato a livello di prestazioni sono spesso confortato ultimamente, dall’altro temo che inesperienza e il comunque innegabile tasso di pippagine della squadra possano venire fuori. Staremo a vedere, per stasera non riesco a pensare ad altro che agli schiaffi che tirerei a Niang. 

 

Alessio Scalzini

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