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Abate Farias

Del 08/01/2017 di Alessio Scalzini


Abate Farias Per descrivere questo noiosissimo Giannino contro Cagliari, ennesima partita dimostrazione dell´impotenza offensiva della nostra squadra, non mi viene in mente nient´altro che il suggestivo duello tratto dal Conte di Montecristo tra Abate e Farias: peccato sia durato poco. Tutto il resto è noia.

Mi serve il vostro aiuto, perché molte volte da solo non riesco a capire e magari, voi che mi leggete e sapete di calcio, arrivate a comprendere fenomeni che io invece non oso nemmeno avvicinare. Mancano circa dieci minuti alla fine di Giannino-Cagliari, punizione per i rossoneri con Suso sul punto di battuta. Niang e Bacca si mettono in fuorigioco di 5 o 6 metri a formare una barriera a 2 dietro la barriera del Cagliari, poi, mentre lo spagnolo si appresta a calciare, vanno a mettersi insieme alla barriera avversaria. Ecco, mi spiegate voi che significa questa roba? L’utilità? Il senso? Ma si allenano per fare questo a Milanello? No perché, in una squadra che ogni volta che tenta il tiro in porta centra la curva, mi preoccuperei più che altro di provare i tiri piuttosto che la seconda barriera. Però sono fiducioso che qualcuno di voi sappia spiegarmi il motivo di tale schema, deve esserci per forza, solo che io lo ignoro. Dicevamo, Giannino batte Cagliari uno a zero, proprio mentre pregustavo la terza partita di fila senza segnare lo straccio di una rete. Ora, se qualcuno semplicemente si azzarda a dire “visto Bacca? Se viene servito segna, top player”, penso che potrei diventare violento a livello Predator, quindi badate bene di non dirlo o, se proprio non ne potete fare a meno, fate in modo che io non lo legga. La prestazione del pescatore colombiano è stata l’ennesima prova di come questo qui e il calcio siano due concetti talmente distanti da non incontrarsi nemmeno in una discussione tra ubriachi. Ho scelto tre momenti del suo match a fotografarne una stagione: metà primo tempo, pallone sulla trequarti ed ennesimo tentativo di quel suo esterno destro senza alcun senso che ormai abbiamo imparato a conoscere, palla in curva ovviamente. Finale del primo tempo, stop in area e girata di destro al volo, palla in fallo laterale (completerà l’opera Niang buttandola sul lato opposto di sinistro, ma su Traoré tornerò dopo). Secondo tempo, controllo al limite dell’area, incredibile difficoltà nel non cadere sul pallone, servizio a casaccio all’indietro: credo che in quel momento i fischi si siano sentiti fino in Danimarca. Ma ora che è rientrato dallo pseudo infortunio dovremo sorbircelo titolare al posto di Lapadula ancora a lungo? Ora che ha realizzato questa rete, frutto unicamente della caparbietà di Lapa, sicuramente il posto non glielo toglie più nessuno, che poi in campo si dimostri per l’ennesima volta non solo inutile, ma dannoso, dettagli. Per non parlare del suo collega, il buon Niang. La sua partita credo l’abbiate vista tutti, non sono necessari ulteriori commenti. Ma lo schema con Bonaventura avanzato e Traoré a leggere il Corano in panchina non ti piace più mister? Il buon Jack ormai da mezzala si trova male, basti vedere la prova orrenda di oggi. Ho letto in giro che la mossa Niang è stata pensata da Montella per rendere il Milan più offensivo: certo, offensivo per la pubblica decenza, uno come Niang non aumenta affatto il peso dell’attacco ma unicamente il peso dei testicoli di noi tifosi che dobbiamo sopportarlo. Inutile che io speri nel mercato di gennaio, chi ha occhi per vedere non comprerebbe mai né lui né il pescatore colombiano. Fortunatamente posso darvi la lieta novella della fuga all’estero del brasiliano ucraino, altra perla del Ronaldo dei dirigenti: otto milioni di cartellino per anticipare il suo arrivo di sei mesi, regalato in Russia pur di risparmiare sull’ingaggio. Volete sapere chi sarà il prossimo ad essere regalato? Il principito Sosa, anche se probabilmente nemmeno in Cina ci sono dei cretini talmente cretini da garantirgli l’ingaggio che gli ha garantito a Milano zio Fester. Torniamo alla gara di oggi però: la sterilità offensiva di questa squadra è ormai conclamata, nelle ultime tre partite di campionato la miseria di un gol,  se ci aggiungiamo la Supercoppa arriviamo a due, in una partita dove però, una squadra con un attaccante decente invece di un pescatore, ne avrebbe segnati minimo altri due. Sicuramente sarà anche un problema di centrocampo che, in quanto a qualità, continua ad essere scadente (trovatemi voi il senso di Van Ginkel 2.0, perché in campo a mio modesto parere un senso non ce l’ha), ma è pur vero che davanti il livello è imbarazzante e, se l’unico attaccante decente fa panchina, non siamo certo messi bene. Oggi erano importanti i tre punti, ok, si gira a 36 (meglio del Milan di Culonio) con una partita da recuperare, e ok anche questo, certo è che questa prova non lascia presagire niente di buono per il futuro, soprattutto considerando il calendario ostico che ci attende. Meglio non pensarci, quest’anno è da vivere, in modo estremo, alla giornata. Un buon 2017, cari amici rossoneri.

 

Alessio Scalzini

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Del 23 Dicembre 2016
Che il Giannino riuscisse a regalarmi un Natale del genere, battendo la Giuventus in finale di supercoppa, non lo avrei mai immaginato. Avevo evidentemente sottovalutato il potere della capra, incapace, con una squadra costata quanto il PIL della Germania, di imporre il proprio gioco ad una banda di ragazzini.
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