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Ancora in dieci

Del 20/02/2017 di Alessio Scalzini


Ancora in dieci Nonostante la scelta di Montella di giocare in inferiorità numerica schierando dall´inizio il pescatore colombiano, il Giannino, all´ipotetica vigilia del closing, porta a casa una sofferta vittoria contro la Florentia Viola, tenendo vive, secondo la stampa, le speranze di un posto in Europa.

Minuto 37 della ripresa: il pescatore colombiano viene lanciato in contropiede, ha davanti il solo Gonzalo Rodriguez il cui soprannome non mi sembra sia Speedy Gonzalez, il pubblico trattiene il fiato, vuoi vedere che dopo due eoni questo qua azzecca una giocata? No, tentativo di dribbling ai limiti del comico, il difensore viola, sorseggiando una camomilla, gli si mette davanti e comodamente serve la sfera ad un compagno. Non so se al Meazza ci sia l’apparecchio per misurare i decibel, però sono convinto che il volume dei fischi che si è beccato il pescatore abbia raggiunto quello della bomba atomica di Hiroshima. Ormai anche un cieco si è reso conto che Bacca e il giuoco del calcio sono due concetti che costituiscono un ossimoro, è talmente evidente la cosa che ormai, tra tifosi rossoneri, si passa più tempo a cercare di capire perché il pescatore continui a giocare piuttosto che parlare di tattica o risultati. Tra le varie ipotesi giunte dai vari dibattimenti, c’è quella fornita dal mio amico Stefano, che ringrazio: un ragazzo che offre una cena a tutta la squadra come premio merita la maglia da titolare, sarebbe poco carino sbatterlo in panchina dopo un’offerta tanto generosa. Io invece ho un’altra idea: essendo il Giannino abituato da qualche stagione a giocare in inferiorità numerica, per non turbare gli equilibri della squadra, il buon Montella ha deciso che la soluzione migliore per ricreare questa situazione senza cartellini rossi è proprio quella di schierare il pescatore. Su Bacca non dirò più nulla, tutti i pochi mentecatti che ancora sostengono che la colpa del suo rendimento sia nella scarsa assistenza che riceve, si guardino a ripetizione per due giorni l’azione del minuto 37 del secondo tempo, punto. Giannino-Florentia Viola 2 a 1, raccontiamo la gara. Fino all’uno a uno devo dire che mi era piaciuta più la squadra di Della Valle, noi eravamo tutti dietro e loro a destra, con quel fenomeno di Vangioni a difendere, facevano un po’ quello che volevano. Poi è successo l’imprevedibile, vale a dire che per buoni 30 minuti abbiamo dominato, con pressing feroce e anche qualche bella azione: se si fosse andati al riposo sul 3 a 1 non ci sarebbe stato nulla di scandaloso. Migliore in campo della prima frazione? Sosa, ebbene sì, rispetto al pietoso Locatelli siamo su un altro livello (sempre basso eh, non stiamo parlando di Modric, ma di Sosa). Nella ripresa mi aspettavo il solito Giannino, cioè quello che nei secondi tempi cresce esponenzialmente, considerando anche il fatto che i viola avevano giocato giovedì. Non l’avessi mai pensato, evidentemente siamo in grado di disputare solo buoni spezzoni di gara distribuiti casualmente all’interno della stessa. Catenaccio d’altri tempi, contropiede nullo, tenere la palla neanche a parlarne (del resto con quel morto là davanti nemmeno puoi sperare di lanciare lungo con lui che la tiene), insomma, una ripresa da film horror, dove bisogna ringraziare la sterilità della squadra di Sousa e lo stesso Sousa che, con la solita genialità degli allenatori fenomeni, decide di togliere il migliore in campo della sua squadra, spegnendola completamente. Nel secondo tempo, del Giannino, ricordo unicamente un gol mangiato da Abate, il resto zero assoluto. A proposito di cambi geniali, quando è uscito Dufulù invece di Bacca ero sul punto di prenotare un volo per Milano per sodomizzare il mister, è stato fortunato che sia finita come è finita. Nella settimana in cui ho visto Verratti devastare il Barcellona, mi sono ricordato che il PSG ha pagato l’italiano 12 milioni, e che, qualche anno dopo, zio Fester ne sborserà 20 per accaparrarsi Mortolacci. Proprio lui si è reso protagonista delle mie ultime parolacce di serata: ad un certo punto esce dalla difesa, si guarda intorno, non sa a chi darla, si ferma, gli scippano la palla. Verso la fine, le giocate del fenomeno: prima si trascina la palla sul fondo e il guardialinee (stasera gli assistenti erano palesemente ubriachi) ci regala un angolo, nel corner immediatamente successivo il buon Mortolacci fa la stessa identica cosa di prima e stavolta riesce a portarsela fuori. Ricordiamolo sempre, Verratti 12 milioni, Mortolacci 20 milioni, dovrebbero ripeterla i bambini a scuola ogni mattina come una preghiera. Oggi, sono sincero, avrei voluto sopprimere il cronista di Sky Compagnoni che, dal primo secondo all’ultimo, ripeteva come chi avesse vinto questa partita sarebbe rimasto in corsa per l’Europa, chi avesse perso sarebbe stato lapidato in pubblica piazza. Caro Compagnoni, a parte che siamo a febbraio, ma due squadre scarse come Giannino e Florentia Viola in Europa non andranno indipendentemente da come sia finita stasera. In realtà, come ho più volte sottolineato, sono unicamente proiettato a questo benedetto closing: sembra che stavolta ci siamo anche se, questa esclamazione, credo di averla scritta almeno quindici volte negli ultimi due anni. Incrociamo le dita, al solo pensiero di non vedere più il Ronaldo dei dirigenti, mi parte un orgasmo da perdere i sensi. 

 

Alessio Scalzini

 

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Il Giannino batte il Chievo 3 a 1, ma è inutile negare che la mente di tutti era rivolta all´ennesimo rinvio di questa farsa tragicomica che sta diventando la vendita ai cinesi, un logorio delle parti basse che sembra non avere fine.
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Ci voleva una grande giocata per espugnare l´impossibile campo del Sassuolo, e chi se non il pescatore colombiano poteva riuscire nell´impresa? Ho visto cose quest´oggi che difficilmente dimenticherò.
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Del 21 Gennaio 2017
Tanta buona volontà, azioni interessanti, ottima grinta, ma purtroppo regalare intere fasi di partita all´avversario, se l´avversario è il Napoli, può costare la sconfitta che puntualmente arriva e ci riporta alla nostra dimensione da sesto settimo posto. Ad avere qualche buon giocatore....
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Del 08 Gennaio 2017
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The return of the goat
Del 23 Dicembre 2016
Che il Giannino riuscisse a regalarmi un Natale del genere, battendo la Giuventus in finale di supercoppa, non lo avrei mai immaginato. Avevo evidentemente sottovalutato il potere della capra, incapace, con una squadra costata quanto il PIL della Germania, di imporre il proprio gioco ad una banda di ragazzini.
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