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Capitan Zapata

Del 05/02/2017 di Alessio Scalzini


Capitan Zapata Con la Sampdoria arriva la terza sconfitta nelle ultime tre partite di campionato, segno di un Giannino che è tornato ad esprimersi secondo i suoi reali valori, vale a dire una formazione da settimo/ottavo posto. Simbolo del degrado rossonero, il mitico, irreprensibile, capitan Zapata.

Ok ok, non vi incazzate, è inutile. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, e se il sedere del girone di andata muta in un leggero alone di sfiga è semplicemente la giustizia divina che fa il suo corso. Una squadra scarsa non può stare in alto in classifica, è fisica, non calcio. Ti può dire bene un periodo, ma alla fine i reali valori escono fuori sempre e comunque. Ecco, questo duo gennaio-febbraio ha riportato sulla terra il Giannino, non che noi tifosi poco evoluti ci fossimo mai esaltati troppo: tutto sommato, vivere qualche momento al di sopra delle proprie possibilità ed averci cavato addirittura una supercoppa è pure troppo, prepariamoci a vivere i soliti mesi di sofferenza mista indifferenza che hanno accompagnato il cammino del Giannino nelle ultime stagioni. Prima di parlare della gara di oggi, vorrei partire dalla vigilia. I nostalgici di Traoré (non ci crederete ma ci sono molti disagiati a cui manca) saranno contenti di sapere che il loro pupillo ha realizzato la sua prima rete in Inghilterra: in realtà ad essere contento sono anche io, se davvero il riscatto è fissato a 10 reti (8 secondo altri), che ne faccia anche 30, basta che si levi dalla balle definitivamente. L’evento che però mi ha più colpito nell’avvicinamento alla gara è stato alla lettura delle formazioni: terzino sinistro Romagnoli. Allora, io voglio mettermi nei panni di due persone, la prima è Vangioni: se attorno a te muoiono tutti i terzini del Milan dalla prima squadra agli allievi, e tu non giochi nemmeno dopo una tale carneficina, come puoi tollerare la tua vita di calciatore? La risposta è bene, visto il ricco contratto garantito da quel fenomeno in cravatta gialla, la cui presenza sta diventando il mio vero incubo. E’ proprio il Ronaldo dei dirigenti la seconda persona a cui vorrei pensare: se il tuo fenomenale mercato comprende anche un terzino che non gioca nemmeno in situazioni del genere, come devi considerarti in quanto a conoscenza del pallone? Io credo che tutte le chiacchiere riguardo Fester possano chiudersi con il nome Mortolacci accanto alla cifra di 20 milioni, tutto il resto è accademia. Prima di parlare di Milan-Sampdoria, voglio avvertirvi che la solfa del “mancava Bonaventura” e “siamo stati sfortunati” non ve la faccio passare, quindi tenetevela per voi. Mancava Bonaventura? Può darsi, ma non è che con lui un attacco che non segna mai segnasse molto di più. Sfortuna? In misura dell’1%, vi spiego perché. Vero, probabilmente stiamo giocando meglio del periodo in cui vincevamo, quindi un po’ di sfiga può esserci (tipo De Schifio che viene trucidato e il suo avversario, solo ammonito, segna un secondo dopo), ma bisogna ben comprendere cosa intendiamo per “sfortuna”. Ad esempio, per voi il tiro di Dufulù che è finito sul palo è scalogna? Per molti lo è, per me è pippagine. Riguardatevi l’azione, lo spagnolo può tranquillamente tirare subito, comodamente a porta vuota, invece sta lì 40 minuti facendo affollare l’area e buttandola sul palo. Ah, ricordate quando in supercoppa ci mangiammo Bacca perché, su una respinta, invece di tirare tentò lo stop? Ebbene, non fu un caso, è proprio un suo marchio di fabbrica, visto che sul proseguimento dell’azione di Dufulù ha effettuato esattamente la stessa giocata. Che poi dico io, fosse almeno capace di stoppare. Vedo gente che ancora lo difende, addirittura ho sentito un ridicolo “almeno questo Bacca non lo sbagliava” sul gol clamorosamente divorato da Lapadula. Può darsi, ma tanto non si sarebbe presentata l’occasione dato che il colombiano o sarebbe stato in fuorigioco o a giocare a nascondino dietro un paio di difensori, sua altra grande specialità. Quando il pescatore farà un movimento a tagliare sul primo palo venitemi a svegliare, perché sicuramente significa che stavo sognando. Il bello è che quando esce si arrabbia pure: io, in uno slancio di dignità, proverei almeno a star zitto e vergognarmi. Torniamo alla sfortuna: il tiro di Van Ginkel 2.0 che esce di un soffio per voi è sfiga? Per me, un giocatore da dentro l’area, la porta la deve prendere, sempre. Se tiri fuori sei scarso, punto. Che poi a ‘sto ragazzo, le hanno spiegate le regole del gioco del pallone? No perché ogni volta che ha palla va all’indietro, passandola solo ai difensori, e quando è rivolto verso la porta avversaria ha una tale confusione in testa che o la spara in tribuna o la consegna agli avversari. Non lo avete qualche ragazzino che giochi a Fifa in grado di spiegargli quello che deve fare? Un elogio speciale lo dobbiamo al nostro grande presidente però, visto che mai avrei immaginato di dover ancora commentare una partita del Milan dove Zapata è capitano e, se è successo, è solo merito del suo fantastico lavoro di distruzione dell’allora Ac Milan, ora Ac Giannino. Il buon colombiano, per non farsi mancare nulla, ha anche festeggiato a dovere regalando palloni su palloni, fino a quello decisivo del rigore (complimenti anche a Paletta per l’intelligenza tattica). A proposito di intelligenza, e la chiudo qui perché una cosa così stupida raramente l’ho vista e riguarda Abate, altro elemento noto per la quantità di neuroni funzionanti. Palla che va verso la sua fascia, in area, lui è in fuorigioco da un quarto d’ora (e lo sa pure), e che fa? Invece di lasciar scorrere, la tocca di tacco (!!!). Con questa gente io credo sia già un miracolo essere salvi a gennaio, e dobbiamo ringraziare anche le ultime 3 squadre della serie A che insieme avranno sì e no 4 punti. Cari tifosi rossoneri, l’unico obiettivo è il closing. Prepariamoci alla prossima scusa per rinviarlo.


Alessio Scalzini

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Del 11 Marzo 2017
Difficile commentare una gara dove prendi gol su rigore totalmente inventato a tempo abbondantemente scaduto....anche se, quando si parla di Giuventus, non stupisce più nulla.
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Del 05 Marzo 2017
Il Giannino batte il Chievo 3 a 1, ma è inutile negare che la mente di tutti era rivolta all´ennesimo rinvio di questa farsa tragicomica che sta diventando la vendita ai cinesi, un logorio delle parti basse che sembra non avere fine.
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Ci voleva una grande giocata per espugnare l´impossibile campo del Sassuolo, e chi se non il pescatore colombiano poteva riuscire nell´impresa? Ho visto cose quest´oggi che difficilmente dimenticherò.
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Il Giannino espugna Bologna con una semplice e quanto mai fortunata intuizione: farsi espellere due uomini per togliere finalmente dal campo l´inutile e vergognoso pescatore colombiano ed accentrare Dufulù. Speriamo che questo episodio svegli dal torpore soprattutto Montella.
Buone intenzioni, cattivi giocatori
Del 21 Gennaio 2017
Tanta buona volontà, azioni interessanti, ottima grinta, ma purtroppo regalare intere fasi di partita all´avversario, se l´avversario è il Napoli, può costare la sconfitta che puntualmente arriva e ci riporta alla nostra dimensione da sesto settimo posto. Ad avere qualche buon giocatore....
A schiaffi
Del 16 Gennaio 2017
Credevo che giocare 5 minuti e prendere 3 in pagella fosse impossibile, poi il Ronaldo dei dirigenti ha acquistato Niang e un Torino-Milan pieno di emozioni e gol si è per me trasformato nello show di una pippa invereconda che andrebbe unicamente presa a schiaffi.
Abate Farias
Del 08 Gennaio 2017
Per descrivere questo noiosissimo Giannino contro Cagliari, ennesima partita dimostrazione dell´impotenza offensiva della nostra squadra, non mi viene in mente nient´altro che il suggestivo duello tratto dal Conte di Montecristo tra Abate e Farias: peccato sia durato poco. Tutto il resto è noia.
The return of the goat
Del 23 Dicembre 2016
Che il Giannino riuscisse a regalarmi un Natale del genere, battendo la Giuventus in finale di supercoppa, non lo avrei mai immaginato. Avevo evidentemente sottovalutato il potere della capra, incapace, con una squadra costata quanto il PIL della Germania, di imporre il proprio gioco ad una banda di ragazzini.
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