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Ho visto cose

Del 26/02/2017 di Alessio Scalzini


Ho visto cose Ci voleva una grande giocata per espugnare l´impossibile campo del Sassuolo, e chi se non il pescatore colombiano poteva riuscire nell´impresa? Ho visto cose quest´oggi che difficilmente dimenticherò.

Devo essere sincero, dannatamente sincero: credevo che dopo la prodezza contro il Chievo avessi visto tutto il peggio che il pescatore colombiano potesse tirare fuori dal suo cilindro ripieno di cagate. Se per puro caso aveste dimenticato di cosa parlo, mi riferisco alla rete del 3 a 1 nella gara contro i veronesi, quando il buon Bacca decise di tirare di esterno in fallo laterale e un difensore avversario la deviò nella propria porta. Sono quasi sicuro che non abbiate dimenticato. Ebbene, oggi siamo riusciti a scavare un nuovo cunicolo in quel labirinto oscuro che sono le giocate del pescatore. Siate sinceri pure voi, avete mai visto un rigore segnato così? Rincorsa energica, scivolata da cerebroleso, la palla, colpita accidentalmente col destro, va a sbattere sul sinistro producendo un cucchiaio miracoloso che scavalca il portiere, tuffatosi tra l’altro nel lato giusto. Che il pescatore non sappia correre con la palla tra i piedi è un dato di fatto (anche oggi guardatevi quella perla dove prova a puntare Acerbi e consegna palla senza colpo ferire), che non riesca nemmeno a stare in piedi per tirare un rigore mi giunge nuovo. E pensare che lo voleva una squadra cinese, ma come è possibile volere Bacca? Io capisco i tanti commentatori del web che di calcio capiscono come Rovazzi di setticlavio, ma degli addetti ai lavori come possono offrire dei soldi per assicurarsi le prestazioni di uno che a malapena distingue un pallone da una ruspa industriale? Va bene, consueta parentesi sul pescatore chiusa anche oggi, preparatevi a leggerne tante altre dato che Montella ha deciso che questo cancro deve essere un titolare inamovibile. Passiamo al racconto di Sassuolo-Milan, una partita così piena di episodi, tutti dettati dalla pochezza dei 22 in campo, raramente la ricordo. Pronti e via, Berardi, colui che segna al Milan anche quando non segna (ricordate il gol non gol su papera di Diego Lopez?), vola in area come nel lago dei cigni, ammonizione per simulazione e primo episodio che scalda gli animi. Nel frattempo il Giannino non è che giochi male, anzi, qualche occasione la crea, però di segnare ovviamente non se ne parla. Passano pochi minuti, Duncan, che ha tirato le maglie anche di alcuni tifosi in tribuna, si strattona con Kucka che, da brillante mente qual è, lo affossa in area: questa volta l’arbitro non può esimersi e assegna il penalty. Berardi, colui che segna al Milan anche quando non segna, deposita quasi in fallo laterale. Zero a zero mantenuto. Il Giannino, come detto, in avanti non è totalmente sgradevole, e subito dopo confeziona l’azione che porterà i tre punti. Mortolacci cade in area, calcio di rigore. Anche qui, sinceramente, ho molti dubbi, soprattutto considerando il fatto che il nostro centrocampista passa più tempo per terra che in piedi. Ci avete fatto caso? Dopo ogni contrasto si spalma sul terreno come colpito da ictus fulminante. Bacca trasforma come ho già raccontato, poi per la restante parte di primo tempo c’è poco da dire. Nella ripresa il Giannino decide di impostare la gara come contro la Fiorentina, cioè tutti in difesa e che Dio ce la mandi buona. Il Sassuolo batte un centinaio di angoli, è sempre lì, ma Donnarumma, che io ricordi, non credo si sia mai sporcato i guantoni. Di sicuro, l’atteggiamento tenuto dai rossoneri è stato abbastanza inconcepibile, ma ho idea che la benzina nelle gambe cominci davvero a scarseggiare. Nel finale avremmo potuto raddoppiare, solo che oggi Suso ha deciso di non segnare: bene così, tieniteli per quando serviranno. Nel degrado di questa gara devo però dire che mi ha dato particolare soddisfazione vedere il Sassuolo lamentarsi per ogni singola decisione arbitrale (volavano ad ogni contrasto come mosche che vedono del miele) ma soprattutto ammirare una scelta, dovuta al caso, che rivoluzionerà il mondo del calcio: Abate in attacco. No, non sto scherzando, tenetevi forte. Il buon Ignazio prende una carota a 800 all’ora in faccia e inizia a lamentarsi per il fatto che non ci veda più da un occhio. A quel punto Montella gli dice, avendo terminato i cambi: “vattene in attacco, almeno rimaniamo in 11”. E Abate esegue. Non potete capire quanto abbia pregato per vederlo andare in contropiede e tirare fuori davanti la porta, sarebbe stata l’apoteosi di questo pomeriggio di schifezze. Che poi, non vedendoci bene, magari un cross sarebbe riuscito ad azzeccarlo. Insomma, di riffa o di raffa abbiamo finalmente espugnato il difficilissimo Mapei Stadium dove, finora, avevamo rimediato solo figure barbine. Il miglior regalo di addio per zio Fes….no, non voglio dirlo, questa è una settimana di preghiera, quindi aspetterò in religioso silenzio…preghiamo assieme.

 

Alessio Scalzini

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