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I falsi jugadores

Del 14/02/2017 di Alessio Scalzini


I falsi jugadores Il Giannino viene fuori dall┬┤Olimpico con un ottimo punto, soprattutto considerate le numerose assenze, come si era messa la gara e la rosa piena di falsi jugadores, altro che falso nueve.

Oggi andrò contro corrente, e farò i complimenti ad un giocatore che tutti prendono per il sedere (a ragione), me compreso, vale a dire Sosa, il grandissimo colpo del Ronaldo dei dirigenti. Ora, non fraintendetemi, è una pippa, è lento, non è adeguato al calcio italiano (e forse al calcio) però, rispetto alla sequela di scandali che affollano il nostro centrocampo, ha un pregio: gioca in avanti. Per carità, gioca spesso male in quella direzione, ma in un Giannino in cui tutti gli elementi, appena prendono palla, si affannano a passarla ai centrali difensivi (nonostante portino i nomi di Zapata, di Gustavo Gomez e non di Thiago Silva) vedere uno che, pur con i suoi limiti, prova ad avanzare il raggio d’azione, è comunque una novità gradevole. Ripeto, lungi da me riabilitarlo, ma non mi pare che nella mediana vi siano tali fenomeni da dover per forza metterlo costantemente in panchina. Locatelli gioca a rugby, nel senso che, nella sua visione del calcio, è convinto che da regolamento non si possa passare il pallone in avanti. Van Ginkel 2.0…beh, avete ancora forza di commentare le prestazioni di questo qua? A Bologna, dopo una gara ai limiti dello scandaloso, è diventato un eroe per aver segnato a porta vuota da un metro. Sui social tutti allenatori: ehhhh, ma come si inserisce lui, che tempi. Peccato che ogni pallone che tocchi finisca puntualmente agli avversari, forse è un dettaglio per gli esperti di calcio che affollano il web.  Torniamo a Bomba. La formazione presentata in campo da Montella ha tutto sommato rispettato le mie aspettative nel fatto di aver finalmente buttato in panchina il pescatore colombiano. L’idea del cosiddetto falso nueve Dufulù ha ispirato me per primo dopo il finale di Bologna. Peccato che in una rosa piena di falsi jugadores, sia inutile discutere di schemi. Ocampos qualcosa di buono l’ha fatta vedere, ma rimane un parametro zero che viene dal Genoa (come gran parte dell’organico a dire il vero). Suso è stato per larghi tratti uno dei peggiori in campo, certo è che se poi pareggi la partita sgusciando via a tre avversari e mettendola nell’angolo, allora ti si possono perdonare gli altri 89 minuti. Il problema attuale dello spagnolo è che riceve il 99% dei palloni spalle alla porta, o comunque con la corsa proiettata all’indietro. E’ bastato un filtrante di Sosa (e non è che sia stata chissà quale giocata fenomenale, è stato un semplice passaggio in avanti e non indietro) per metterlo in condizione di andare in porta. I danni veri questa sera me li aspettavo dalla difesa, e non è che ci sia andato lontano, che la Lazio abbia segnato una sola rete lo si deve unicamente alla loro dabbenaggine (e ad un Donnarumma davvero splendido oggi). Che Abate non sia un difensore,  anzi un calciatore, lo sappiamo già. Che i centrali potessero terminare una gara senza cappelle evidenti è stata invece una lieta sorpresa. Come è una sorpresa sentire i commenti positivi riguardo le prestazioni di Vangioni: ora capisco perché Montella lo ha tenuto in panchina finché ha potuto. Una volta si diceva che i terzini sudamericani fossero bravi ad attaccare e scarsi nel difendere, Vangioni non sa fare proprio nulla. Nella ripresa Felipe Anderson ha praticamente giocato da solo, e ringrazio Simone Inzaghi per averlo tolto nel finale (la qualità degli allenatori deve essere un marchio di famiglia). Ho letto molte polemiche riguardo l’arbitraggio, e qui vorrei aprire un’ampia parentesi. Allora, di arbitri non parlo praticamente mai, per me parla solo il campo. Stasera il campo ha detto che la Lazio avrebbe meritato di più, non ci piove. Detto ciò, il rigore assegnato probabilmente non c’era, anzi, non c’era, ma a velocità normale a me era sembrato nettissimo. Sul mio parere favorevole alla moviola in campo non voglio tornare, allo stato attuale dell’arte le cose stanno così, quindi “rigore è quando arbitro fischia”. Voglio però portarvi a ragionare un momento non sul fatto che il rigore ci fosse o meno, ma su una questione ben più importante che c’è dietro: al Milan di Ancelotti, o di Sacchi, o di Capello, insomma, al Milan che non fosse l’Ac Giannino, l’avrebbero fischiato contro? O, nel secondo tempo, quello su Abate lo avrebbero dato? E’ importante ragionare su questo, perché da queste decisioni arbitrali (giuste o sbagliate che siano) si vede il peso di una squadra, l’importanza della stessa. La grande verità è che l’Ac Giannino, grazie a zio Fester e al non presidente, conta ormai quanto il due di coppe con briscola a bastoni. Quindi arrivano espulsioni a raffica, a Bologna ti ammoniscono anche solo respirando, ad Udine un giocatore ti devasta un terzino e poi segna, insomma, arrivano una serie di episodi arbitrali (ripeto, non sto giudicando se giusti o meno) che ti fanno comprendere come al momento l’ex Ac Milan sia solo una provinciale qualunque. Arrivasse in fretta questo benedetto closing, come più volte ribadito, la mia stagione ha ormai solo questo obiettivo.

 

Alessio Scalzini

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Nulla di nuovo sotto il sole
Del 11 Marzo 2017
Difficile commentare una gara dove prendi gol su rigore totalmente inventato a tempo abbondantemente scaduto....anche se, quando si parla di Giuventus, non stupisce pi├╣ nulla.
Di caparra in caparra
Del 05 Marzo 2017
Il Giannino batte il Chievo 3 a 1, ma ├Ę inutile negare che la mente di tutti era rivolta all┬┤ennesimo rinvio di questa farsa tragicomica che sta diventando la vendita ai cinesi, un logorio delle parti basse che sembra non avere fine.
Ho visto cose
Del 26 Febbraio 2017
Ci voleva una grande giocata per espugnare l┬┤impossibile campo del Sassuolo, e chi se non il pescatore colombiano poteva riuscire nell┬┤impresa? Ho visto cose quest┬┤oggi che difficilmente dimenticher├▓.
Ancora in dieci
Del 20 Febbraio 2017
Nonostante la scelta di Montella di giocare in inferiorità numerica schierando dall´inizio il pescatore colombiano, il Giannino, all´ipotetica vigilia del closing, porta a casa una sofferta vittoria contro la Florentia Viola, tenendo vive, secondo la stampa, le speranze di un posto in Europa.
Un mondo senza pescatori
Del 08 Febbraio 2017
Il Giannino espugna Bologna con una semplice e quanto mai fortunata intuizione: farsi espellere due uomini per togliere finalmente dal campo l┬┤inutile e vergognoso pescatore colombiano ed accentrare Duful├╣. Speriamo che questo episodio svegli dal torpore soprattutto Montella.
Capitan Zapata
Del 05 Febbraio 2017
Con la Sampdoria arriva la terza sconfitta nelle ultime tre partite di campionato, segno di un Giannino che ├Ę tornato ad esprimersi secondo i suoi reali valori, vale a dire una formazione da settimo/ottavo posto. Simbolo del degrado rossonero, il mitico, irreprensibile, capitan Zapata.
Buone intenzioni, cattivi giocatori
Del 21 Gennaio 2017
Tanta buona volont├á, azioni interessanti, ottima grinta, ma purtroppo regalare intere fasi di partita all┬┤avversario, se l┬┤avversario ├Ę il Napoli, pu├▓ costare la sconfitta che puntualmente arriva e ci riporta alla nostra dimensione da sesto settimo posto. Ad avere qualche buon giocatore....
A schiaffi
Del 16 Gennaio 2017
Credevo che giocare 5 minuti e prendere 3 in pagella fosse impossibile, poi il Ronaldo dei dirigenti ha acquistato Niang e un Torino-Milan pieno di emozioni e gol si ├Ę per me trasformato nello show di una pippa invereconda che andrebbe unicamente presa a schiaffi.
Abate Farias
Del 08 Gennaio 2017
Per descrivere questo noiosissimo Giannino contro Cagliari, ennesima partita dimostrazione dell┬┤impotenza offensiva della nostra squadra, non mi viene in mente nient┬┤altro che il suggestivo duello tratto dal Conte di Montecristo tra Abate e Farias: peccato sia durato poco. Tutto il resto ├Ę noia.
The return of the goat
Del 23 Dicembre 2016
Che il Giannino riuscisse a regalarmi un Natale del genere, battendo la Giuventus in finale di supercoppa, non lo avrei mai immaginato. Avevo evidentemente sottovalutato il potere della capra, incapace, con una squadra costata quanto il PIL della Germania, di imporre il proprio gioco ad una banda di ragazzini.
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