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Immaginazione Milan

Del 16/08/2016 di Irene Benedetti


Immaginazione Milan Silvio e i cinesi, come nell'86' il MIlan si appresta a vivere una stagione difficile con il cambio societario che allora fu vincente. Con la speranza oggigiorno di non incombere in un nuovo Farina.

E’ immaginazione pensare a un Milan vincente, a un Milan  spettacolare, forte come pochi, una squadra per intenderci tra i primi Top Club al mondo. C’era una volta il Milan che ora non c’è più.  E’ riduttivo sintetizzare il tutto dicendo che è così, solo per l’abbandono di Berlusconi. Il presidente, già da tempo aveva forzato il portafoglio dedicandosi alla politica e apparendo nel mondo Milan solo a intermittenza, in occasioni  di primo e ultimo grado, da possibili finali acquisite sul campo a cambi di allenatore. Poi gli ultimi blitz in quel di Milanello, via Allegri e bentornati ai campioni fidati come Seedorf, Inzaghi, abbandonati al proprio destino dopo  qualche mese  o una sola stagione da comparse in panchina senza esperienza. Dentro la parentesi Mihajlovic, condottiero fino al quasi fotofinish per poi commettere l’errore di esonerarlo per dare spazio a un altro dei suoi pupilli, quel Cristian Brocchi, che anche lui, senza esperienza, come successe a Seedorf ed Inzaghi fece solo danni, perdendo in 1 mese con le ultime della classe e la chance di riconquistare l’Europa, fornendo l’assist  al Sassuolo prima e di regalare, successivamente  la coppa Italia alla Juventus.

Come vogliamo ricordare questo Milan che tristemente ci apprestiamo a rivivere in una stagione senza senso,  con Suso in campo e Montolivo e Berolacci in cabina di regia?  Con un attaccante sconosciuto, come LaPadula che giovava in serie C a San Marino e con un forestiero chiamato Gomes? Via all’usato non più sicuro come Paletta e al giovane vegetariano Vergara, che non mangia carne, non morde le caviglie avversarie, ma si apre in difesa come un’insalata al momento di essere condita. Per ultimo il duello di mercato con la Juventus, per un argentino del Boca Juniors che ha tutto da dimostrare e infine per aggiudicarsi un ex meteora del nostro campionato come Sosa, che in Turchia ha fatto bene ma che il torneo nostrano non sia compatibile con quello turco forse a Galliani e compagni non l’ha fatto presente nessuno.

I cinesi? Chi sono? da dove vengono lo sanno solo loro. Si parlava di gente con attributi, solida, operosa, forte budget alle spalle, l’augurio che non siano nuovi flop visti soprattutto in Inghiterra o rimanendo in casa rossonera, nuovi “Farina” della situazione. Se così fosse addio sogni di gloria.

In questo momento i rossoneri sono una squadra che lotterà alla pari con formazioni di medio e basso livello del campionato, come paragone, possiamo affermare che questo Milan ricorda quello della fine degli anni 70’ e d’inizio anni 80’. La speranza, come detto precedentemente è che questo gruppo cinese, sia davvero quello giusto, che possa far cambiare gli equilibri e far ritornare il brand del Milan di nuovo importante non solo in Europa ma nel mondo.

La stagione che si andrà ad affrontare sarà per paragoni simile a quella dell’85’-86’. A Febbraio di quell’anno arrivò Berlusconi ad acquisire il Milan, salvandolo dal fallimento. Da gennaio del 2017’, entreranno in azione i cinesi. Questa volta se di cambiamento si tratta, si faccia e basta, allontanando definitivamente dal club tutti coloro che hanno fatto parte del ciclo berlusconiano, perché se di cambiamento si tratta, questo deve essere. Tanti saluti a Galliani, ringraziamenti e non per quanto fatto, perché meriti e colpe né ha anche lui, e via la lady Berlusconi, il progetto stadio, era interessante, bellissimo, avrebbe dato uno stadio di proprietà, ma ufficializzarlo per poi non renderlo concreto sa di un totale flop di comunicazione e  di mancanza di mezzi, specie per un Milan, che mai come ora, ha bisogno di figure forti e di personalità per rialzarsi nel marcio dove è stato trasportato.

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