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#We are Ac Milan#

Del 10/10/2015 di Irene Benedetti


#We are Ac Milan# Il Milan è ancora una squadra? Mentre il club si interroga su ciò si pensa a Facebook.

Rewind.  Prima della trasferta di Torino il Milan arrivava da ben cinque risultati utili consecutivi. Undici i punti raccolti con l’espressione massima raggiunta all’Olimpico di Roma dove i rossoneri  trionfarono contro la Lazio. Tutto bene se non fosse per il quasi tracollo interno con l’Atalanta e con la sconfitta maturata in quel di Torino dove la Juventus  non più trascendentale come gli anni passati e perse pedine indispensabili come Tevez, Pirlo e Vidal trionfa giocando male ma meglio del Milan anche  perché se in 90’ minuti di gioco  si arriva alla conclusione verso lo specchio avversario  in una sola occasione alibi non servono. Mijailovic e la squadra. Il tecnico serbo alterna risultati altalenanti, il Milan non ha ancora una propria identità e non dimostra di essere padrone del campo e del gioco come vorrebbe il suo presidente.  La fiducia ad alcuni uomini come Cerci sembra una causa persa. L’attaccante nel periodo milanista non si è mai espresso al meglio, prima per la scarsa fiducia ora per la mancanza di logica, basti pensare al colpo di testa tentato con la Juventus su assist di Bonaventura, da capire la motivazione di tale scelta anziché cercare la conclusione di piede. L’atleta ha buona corsa, ottimo dribbling ma pecca nell’atto finale cercandone uno di troppo quando sarebbe opportuno crossare per i compagni. Risultato? Campo finito e azione sfumata. Il centrocampo, mostra poca qualità e ritmo lento, il solo Bonaventura non basta! Kucka ha buona volontà ma non piedi utili alla causa mentre Montolivo  ricorda Ciriaco Sforza, tanta qualità ma lento. In avanti Bacca è bravo a sfruttare gli inviti dei compagni in profondità, varia da una parte all’altra ma non ha caratteristiche da prima punta, di colui che per intenderci è bravo a far salire la squadra e a  cercare la conclusione verso lo specchio della porta, in questo momento manca un terminale offensivo (Balotelli?). Galliani e la società. Giudicare il Milan degli ultimi anni è sparare a zero su tutto.  Berlusconi è bravo a colloquiare con i giocatori mentre Galliani è abile a valorizzare i suoi colpi facendoli passare come protagonisti utili alla causa in verità da tanti anni, i rossoneri si avvallano di meteore che non sono idonei ad indossare la casacca rossonera (ndr Bocchetti). In settimana l’attuale amministratore delegato ha voluto smascherare le preoccupazioni dovute al match con l’Atalanta usando furbizia e incantando gli addetti ai lavori con frasi poco significative:” Se vincevamo con l’Atalanta ma pareggiavamo con la Lazio sarebbe stato tutto normale e diverso, verificandosi il contrario sembra che il Milan abbia perso dei punti importanti”. La verità sta nei dati di fatto, 94 mln di euro (aspettando Mr. Bee) spesi male, acquisti last minute influenti per il Milan e qualificazione all’Europa che rischia di non concretizzarsi anche in questa stagione, sarebbe il terzo anno consecutivo senza coppe. Mihajlovic non ha colpe, se questa è la squadra non è possibile pretendere dal tecnico miracoli in corso, occorreva maggior oculatezza e una programmazione seria cosa che al Milan manca da anni, probabilmente ci aveva visto bene la bella Barbara Berlusconi chiedendo l’allontanamento di Galliani, forse senza quest’ultimo il Milan avrebbe potuto definitivamente voltare pagina e sposare il progetto giovani mettendo anche nei quadri societari un ds capace di scoprire calciatori italiani che giocano anche nelle categorie inferiori recandosi all’estero solo se ci fossero davvero nomi meritevoli ed importanti da inserire nel campionato italiano, per intenderci non un Luiz Adriano di turno che è possibile trovare anche nella serie B nostrana. Il futuro. A livello di società non è certo roseo, si va dai falsi proclami di Berlusconi  alla mancanza del vero presidente che tanto teneva a questo giocattolo. Il mentore rimane lui, le mani quelli di Galliani, utilizzate per la maggiore anziché in appunti tecnici, in forchettate di abbuffate fatte da Giannino. La sola Barbara Berlusconi ha idealizzato il progetto “Casa Milan”, ha portato avanti un progetto stadio puntualmente interrotto per tanti aspetti e continua ad organizzare derby amichevoli con l’Inter altro avversario a cui vengono puntualmente regalati derby da anni e tanto per non farsi mancare nulla  con la Juventus è stata raggiunta la sesta sconfitta consecutiva negli ultimi sei incontri. Il Futuro? Mentre Barbara Berlusconi pensa alle priorità come identificare su Facebook i tifosi milanisti noi parliamo di calcio giocato, Donnarumma da una parte rappresenta la speranza a cui aggrapparsi mentre  Niang se trova continuità e piedi da calciatore e non da falegname la sorpresa.  We are ac Milan: Buona fortuna!

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