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Processo ad Allegri: la parola all´accusa

Del 30/04/2013 di Donato Boccadifuoco


Processo ad Allegri: la parola all´accusa Massimiliano Allegri è ancora l´uomo giusto per questo Milan? Berlusconi sembra propenso a rispondere negativamente, i tifosi ne prendono le difese. E´ arrivato il momento di affrontare la questione nel tribunale di DnaMilan. L´imputato del giorno è il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri. Diamo la parola all´accusa.

Grazie vostro onore. Oggi intendo dimostrare con assoluta cognizione di causa che Massimiliano Allegri non è l’uomo adatto a guidare i rossoneri nel prossimo futuro. Mi propongo altresì di fornire prove sufficienti affinché i giurati possano convenire con le mie conclusioni: Allegri non può riportare il Diavolo agli antichi fasti.

(Gli occhi sono lo specchio dell’anima)

Come prima argomentazione a sostegno della mia tesi vorrei rispolverare questo antico detto: se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora è altrettanto vero che una squadra di calcio rispecchia fedelmente il carattere del proprio mister. Durante l’era Allegri sono state molte le partite giocate dai nostri ragazzi, alcune delle quali ampiamente sotto la soglia della sufficienza. Avversari troppo forti? No, perché al Milan è capitato spesso di non vincere anche affrontando una squadra con valori tecnici inferiori. Oltre alla tecnica cosa può fare la differenza nel mondo del Pallone? Risposta semplice vostro onore: il cuore! Le motivazioni sono una componente fondamentale nel maturare dei risultati in questo sport e posso certamente affermare che Massimiliano Allegri non è capace di trasmettere stimoli positivi e rabbia agonistica ai suoi sottoposti nelle partite che contano davvero. La folle “rimonta” dell’Arsenal nella passata stagione, la remuntada blaugrana di qualche settimana fa e la sconfitta interna contro la Fiorentina che nel 2012 ci è costata il 19esimo tricolore, sono solo alcuni tra gli episodi più eclatanti atti a dimostrare quanto affermato precedentemente. Un allenatore che pare comportarsi allo stesso modo sia dopo una sontuosa vittoria, sia dopo un’eclatante sconfitta, non è un allenatore da Milan.

(Massimiliano Allegri è passato da “Ibra pensaci tu” a “Bzona 5-5-5)

Durante il suo primo anno al Milan, Allegri è riuscito a vincere lo scudetto. Innanzitutto premetto che se quanto sopracitato testimoniasse la grandezza di un mister si potrebbe anche affermare che Alberto Zaccheroni è uno dei migliori allenatori del mondo. Tantissime volte mi sono trovato davanti a questa frase che rappresenterebbe il talento del tecnico toscano, eppure ciò che ha fatto Allegri 3 stagioni fa continua a sembrarmi sempre meno epocale ogni volta che ripenso a quel campionato ed a come il Milan avesse nettamente la rosa più forte d’Italia. Senza contare che l’unica “avversaria” era un Inter nata dalla ceneri del dopo Benitez e guidata dal traditore Leonardo, una squadra che all’epoca nessuno avrebbe ritenuto capace di insidiare i rossoneri nella corsa al titolo. Vincere quando sei nettamente la più forte è impresa facile, scommetto inoltre che molti di voi abbiano detto o pensato la seguente frase almeno una volta nella vita: “Se al posto di Guardiola al Barcellona ci fossi stato io, avrei vinto lo stesso”. Questo vostro onore solo per dimostrare che nel calcio l’allenatore può diventare il valore aggiunto di una squadra, ma mai l’uomo determinante in mezzo ad una rosa di fenomeni. Il nostro caro mister, dopo aver partecipato attivamente all’operazione “via i senatori dal Milan”, all’inizio di questa stagione ha commesso errori tattici che neanche un videogiocatore dilettante di football manager avrebbe commesso. Per Allegri Boateng è (e continua ad essere) un trequartista o un attaccante esterno, quando agli occhi di tutti appare chiaro come il Boa sia una mezz’ala capace di interdizione, corsa ed inserimenti. Ora, per sottolineare ulteriormente l’ignoranza tecnica del mister livornese, vorrei citare il caso Emanuelson. Il Milan ha (perché a fine stagione tornerà all’ovile), uno dei terzini sinistri più dotati tecnicamente del calcio europeo e quel genio di Max l’ha sempre impiegato o come mezz’ala o come trequartista destro. Ditemi voi se questa non è stata una clamorosa bestemmia calcistica. La verità è che Allegri ha ampiamente dimostrato di conoscere solo 2 schemi: il 4-3-1-2 ed il 4-3-3, ma la cosa grave è che ha disposto la squadra più volte come se avesse avuto ancora a disposizione Zlatan Ibrahimovic. Inoltre, nel disastroso avvio di campionato abbiamo assistito ad esperimenti tattici fuori dal comune come la difesa a 3: Allegri ha avuto il coraggio di violare uno dei pochi diktat berlusconiani e non capiamo ancora come abbia mantenuto il suo posto. In effetti tra tutti i moduli maldestramente utilizzati in questa stagione mancava solo il celeberrimo 5-5-5 targato Oronzo Canà. Vogliamo davvero affidare ancora il nostro destino ad un uomo così poco competente in materia tattica?

(Geppetto è meglio di Giotto)

Gentili signori della giuria, secondo voi chi è il vero responsabile del secondo posto rossonero della passata stagione? Sarà stato Paolo Tagliavento negando quel clamoroso goal a Muntari contro la Juventus? Sarà stato Amauri con quel goal che ha letteralmente spazzato via ogni nostra velleità tricolore sul finire del campionato scorso? No, il colpevole è uno ed uno solo: Allegri, il vero artefice della cessione di Andrea Pirlo alla Juventus! Non è un mistero che il genio toscano prediliga in mezzo al campo una massa di abili falegnami invece che di geniali artisti del pallone. Andrea Pirlo è stato ceduto gratis ad una eterna rivale perché Allegri aveva brillantemente deciso che i suoi servigi non erano più necessari. Mi piacerebbe andare a dare un’occhiata in un universo parallelo dove Pirlo è rimasto al Milan, sono più che sicuro che “La vecchia signora” non calpesterebbe i campi da gioco con scritte imbarazzanti cucite sulle proprie magliette. Ricordiamoci anche che Mister Max ha cacciato gente del calibro di Ronaldinho ed ha più volte messo in disparte un giocatore come Filippo Inzaghi non regalandogli un epilogo in rossonero degno della sua storia. Ad Allegri Pirlo non serviva, in fondo tutta la manovra offensiva era gestita da Ibra, non è un caso infatti che una volta andato via lo svedese, la dirigenza abbia preso saggiamente un giocatore come Montolivo. Come può mai essere Allegri il portatore della filosofia calcistica “si vince attraverso il bel gioco” se nelle sue squadre i giocatori di talento sono sempre i più sacrificati?

Queste sono solo alcune delle colpe riscontrate nel tecnico toscano, avrei anche potuto disquisire circa la sua totale mancanza di lucidità in fatto di sostituzioni a partite in corso (a patto che si ricordi di farle), ma visto quanto già elencato appare ovvio come Allegri sia assolutamente da rimpiazzare, perché se nella prossima stagione vogliamo avere una qualche possibilità di successo non possiamo permetterci false partenze, cambi di modulo o psicologia spicciola.
Attendo il verdetto affidandomi alla clemenza della corte. L’arringa è conclusa.

Donato Boccadifuoco

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