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Speranza, questa sconosciuta

Del 20/10/2015 di Irene Benedetti


Speranza, questa sconosciuta Siamo solo ad ottobre, eppure già moltissimi tifosi rossoneri ed addetti ai lavori danno il Milan per morto e sepolto. È davvero così?

8 partite giocate: 3 vittorie, 1 pareggio e ben 4 sconfitte. I numeri di questo inizio di stagione sono davvero impietosi per il nuovo Milan di Sinisa Mihajlovic, tanto che allo stato attuale delle cose probabilmente nessuno scommetterebbe un centesimo sulle possibilità rossonere di lottare in un immeditato futuro per un posto nelle zone alte della classifica. 

 

Che al Milan la situazione non è delle più rosee non è certo una novità visti gli scempi ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni, ma affermare adesso che la nostra stagione è già priva di prospettive e bella che finita è un errore madornale. Dato che nel calcio la sola cosa che conta sono i risultati, e dunque i numeri, perché soffermarsi esclusivamente sui 10 conquistati in 8 giornate e non sugli 8 che dividono attualmente il Diavolo dalla capolista Fiorentina quando sono 90 i punti ancora conquistabili.

 

L’autore di queste righe non vuole certamente parlarvi di Scudetto o di chissà quale utopia, ma crede fermamente nel fatto che, da molti mesi a questa parte, siano in atto campagne mediatiche sempre più denigratorie nei riguardi della nostra società e della nostra squadra. Per rendere chiaro tale concetto basti pensare ad un esempio concreto: perché la Juventus viene ancora considerata una favorita per lo Scudetto nonostante si trovi attualmente al 14esimo posto della classifica con 9 punti (sì, meno di quanti ne abbia raccolti il Milan) mentre i rossoneri dovrebbero già essere fuori dai giochi? Ai bianconeri vengono concessi tutti gli alibi possibili: sfortuna, infortuni e squadra in costruzione; quando si parla di Milan invece la Corte di Cassazione del pallone ha già ampiamente emesso la propria sentenza di condanna. 

 

Crediamo serva maggior equilibrio nel giudicare una squadra in grande affanno, ma che ha pur sempre disputato solamente 8 giornate di campionato. Il problema di fondo è che ci siamo talmente tanto abituati alla mediocrità da non riuscire ad essere minimamente ottimisti per il futuro e questo signori miei è un male. Se la squadra in campo ha paura e non mostra la minima sicurezza nei propri mezzi forse la colpa è anche nostra e dei media che ogni giorno sembrano non vedere l’ora di darci addosso e di sottolineare l’assurdità di un Milan fuori da tutti i giochi già ad autunno. 

 

La difesa fa acqua da tutte le parti, a centrocampo non c’è gioco, in attacco non arrivano palloni giocabili, i soldi sul mercato sono stati spesi male ed in fretta, non c’è ombra si solidità societaria e non si sa ancora quando e se ci sarà il closing per la cessione del 48%; ma a cosa serve ribadire questi concetti ogni singolo giorno se non a continuare a generare paura ed insicurezza alla squadra quando scende in campo?

 

I conti si dovrebbero fare a fine stagione e certamente non adesso. Piena fiducia in Mihajlovic per due motivi: il primo è che non faremmo una gran figura ad avere a libro paga 4 allenatori; il secondo, e più importante, è che dopo anni di dichiarazioni di facciata davanti alle telecamere almeno ogni fine gara possiamo ascoltare affermazioni oneste e sensate. Voglio lanciare una sfida a tutti i lettori che leggendo questo pezzo mi avranno preso per matto: rileggetelo quando arriveranno 6 punti nelle prossime due gare contro Sassuolo e Chievo Verona. 

 

 

Rox scrive:
Non si pu chiedere ancora fiducia ai tifosi del Milan. E' impossibile. Il Milan non c' pi, morto. Non c' battito cardiaco e l'encefalogramma piatto da troppi anni. C' l'assassino e c' il mandante. Per giunta si tratta di un omicidio senza un chiaro movente. Fiducia, e in cosa, in Berlusconi o Galliani? Lasciamo perdere i calciatori e l'allenatore che vivono in un ambiente talmente malsano da impippire chiunque varchi i cancelli di Milanello. Solo pensare di fare il Trofeo Berlusconi mentre le squadre vere si giocano la Champion da societ senza capo, n collo e nessuna vergogna. Il paragone con la situazione della Juve non esiste. Altro pianeta. (e io odio quella squadra).
Scritto: Mercoledì 21 Ottobre 2015
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