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I tifosi amano il Milan, meritano un cambiamento

Del 13/05/2016 di Claudio D'Aleo


I tifosi amano il Milan, meritano un cambiamento Dopo anni di trionfi in tutto il Mondo è giunto il momento della "riflessione". Ai tifosi che vogliono la cessione del Club si chiede un atto d´amore. L´ennesimo.


Il 23 maggio del 2007, ad Atene, il Milan supera 2-1 il Liverpool e si aggiudica la sua settima Coppa dei Campioni (Champions League). Il 14 maggio del 2011 i rossoneri vincono il loro diciottesimo Scudetto strappandolo all’Inter. Poi il lungo declino fino al “buio pesto” dei nostri giorni. Il tutto passando da Ancelotti ad Allegri per continuare con Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic e, “dulcis in fundo”, Brocchi. Da Thiago Silva, Pirlo, Inzaghi e Ibrahimovic a Zapata, Bertolacci, Honda e Luiz Adriano. Una “discesa” impietosa e rovinosa. Per certi versi “ingloriosa”. E’ la “parabola” del Grande Milan che non c’è più. Ovvero come ti “distruggo” una squadra quasi “perfetta” in soli cinque anni di “politiche” sbagliate. Da allora i tifosi milanisti ingoiano bocconi amari. Da quel 2011 in poi ne hanno viste di tutti i colori. Non ultime le gloriose maglie rossonere addosso a buoni calciatori che in serie B farebbero la “differenza” ma che in “A “ e al Milan non stanno esattamente come il “cacio” sui maccheroni. Investimenti sbagliati. Scelte opinabili. Cessioni azzardate e dolorose. Un bilancio sempre “asfittico” nonostante le “partenze” importanti e ben “remunerate” degli ultimi anni. Alludiamo a quelle di Shevchenko, Kakà, Thiago Silva e Ibrahimovic. Fior di Campioni. Valanghe di soldi incamerati e poi impiegati non tanto bene. Errori dopo errori. “Caos” dopo “caos”. Inevitabile arrivare al “dunque”. A questo triste e anonimo “dunque”. I tifosi del Milan sono tifosi “particolari”. Per certi versi “Naif” perché abituati fin troppo bene. Per altri “maturi” e pronti a qualunque “battaglia“ perché sanno cosa vuol dire “soffrire” e vivere alla “giornata”. Conoscono il “gusto” delicato della vittoria ma anche quello molto più amaro della “sconfitta”. E’ gente che ha seguito e amato la propria squadra anche in Serie B. Gente che ha apprezzato fuoriclasse indimenticabili come J. Alberto Schiaffino, Gianni Rivera, Pierino Prati, Cesare Maldini, Roberto Rosato, Romeo Benetti, Luciano Chiarugi, Franco Baresi, Sandro Nesta, Paolo Maldini, George Weah, Roberto Donadoni, Ruud Gullit, Frankie Rijkaard e Marco Van Basten. Gente che ama il Milan perché ha il Milan nel cuore. Oggi i tifosi rossoneri sono delusi e amareggiati. Hanno ragione. “Inneggiano” alla cessione del Milan. Vorrebbero che la loro squadra rinascesse a “nuova” vita. Desiderano “facce” nuove. Nuovi dirigenti, nuovi giocatori, nuovo Stadio. Si trovano davanti ad un “bivio”. Da un lato c’è una Dirigenza, oggi nell’occhio del ciclone, che in 29 anni ci ha fatto vincere di tutto e di più. Dall’altro, un Presidente che in un “rigurgito” di amore verso il “suo” Milan stenta ad accettare la realtà, l’inevitabile declino e con esso il fatto di non essere più capace di gestire e rilanciare un grande Club come il Milan. E’ il momento della “consapevolizzazione”. Serve “collegare” “quello” che si pensa a “quello” che si dice. Si può dissentire da Berlusconi, certo. Ma mai dimenticando chi si ha di fronte. Rispetto e gratitudine prima di tutto. Poi il resto. 28 Trofei in 29 anni di Presidenza. Scusate se è poco. Le grandi squadre sono come i grandi “cicli”. “Crollano” di botto. Bisogna saper accettare le sconfitte tanto quanto le vittorie. L’ideale per chi amministra sarebbe quello di “capire” in tempo il “da” farsi per poi “lasciare” senza “affanni” il “giocattolo” di turno. Questo accade di rado. Nel calcio come nella vita. E’ l’inesorabilità di un “tempo” che non guarda in faccia nessuno e “trita” tutto e tutti”. La Storia ce lo dice e la Storia ce lo insegna. Berlusconi ama troppo il Milan. Vorrebbe “vendere” da “vincente”, mai da “perdente”. Cedere il Milan potrebbe essere fatto inevitabile. Ci vogliono grandi capitali per competere con squadroni come Real Madrid, Atletico Madrid, Barcellona, Juventus,  le inglesi e il Bayern Monaco. Ma cederlo al primo che passa proprio no. Chi acquisterà la Società milanista dovrà garantire a Berlusconi investimenti tali da riportarla subito nelle posizioni che merita. Sia in Italia che nel Mondo. I tifosi del Milan sono tifosi speciali. Hanno vissuto epopee indimenticabili come quella berlusconiana e momenti di gioia mista a non poche difficoltà come quelli legati, per esempio, a Buticchi, Duina e Colombo, “vecchi” Presidenti d’un Milan “lontano”. Sono tifosi “veri”, sanguigni e sinceri. Appassionati e competenti. A loro chiediamo la pazienza già avuta in momenti ben più critici di questo. Calma ragazzi. Calma e gesso. Siamo indietro anni luce rispetto a Juve, Roma, Napoli e compagnia bella. Lo sappiamo. Il calcio ci ha insegnato e ci insegna che nulla è impossibile. Neppure risorgere in fretta dopo aver toccato il fondo. Siamo il Milan. Recuperare il terreno perduto non è impossibile. Berlusconi sembrerebbe intenzionato a cedere il 70% del pacchetto di maggioranza ai cinesi. Fininvest ha “aperto” alla trattativa “esclusiva”. Il “gran ballo” è appena iniziato. Giugno sarà rovente. Specie dal 15 in poi. Salvo colpi di scena. 

Claudio D’Aleo

Avv.La Torre scrive:
Intanto bisognerebbe essere pi onesti...dal 2007 al 2016... Due soli trofei. Quindi sono quasi 10 anni di declino e bugie (soprattutto) cosa che anche l'autore del sopra detto articolo ignora..l'ultima del presidente con la foto Photoshoppata incredibile... Basta!!! Il Milan dei tifosi.. I nuovi proprietari che siano cinesi o africani non importa basta che siano onesti e non mistificatori di realt...
Scritto: Venerdì 13 Maggio 2016
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