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Bakaye Traorè

Del 18/09/2013 di


Bakaye Traorè I grandi campioni si riconoscono sopratutto dal momento in cui, con loro in campo, la squadra non perde mai.

Dopo uno scudetto perso amaramente per mano della nuova Juve di Antonio Conte, e grazie anche all'ottimo lavoro di MilanLab che ha fatto in modo che di una rosa di 58 giocatori, ne fossero disponibili solo 8 per un'intera stagione, il Milan si catapulta nel mercato estivo per tentare di disputare al meglio la stagione 2012/2013.

Ibra e Thiago Silva, gli unici punti fermi del precedente Milan campione d'Italia, vengono dichiarati incedibli al 99%, ma con l'abilità di Galliani lo sappiamo, tutto è possibile. Infatti i due top player vengono ceduti al Psg per una sessantina di bigliettoni e, sempre dalla Francia, il geometra confeziona quello che viene presentato come il primo colpo del mercato rossonero, peraltro a parametro zero, insomma un vero affare: il centrocampista di movimento del Nancy, Bakaye Traorè. Nelle prime settimane non si fa altro che vociferare sulle grandi qualità del maliano, che sembrerebbe dotato di una forza fisica dirompente e di grande abilità negli inserimenti, insomma un centrocampista di cui Allegri avrebbe davvero bisogno dopo la disastrata stagione alle spalle.

I tifosi del Milan non vedono l'ora di vedere all'opera il nuovo acquisto, anche dopo la scelta curiosa di prendere la maglia numero 12 ( primo centrocampista della storia del Milan ad indossarla ),  in precedenza  indossata solo da portieri. A confermare la sensazione che il buon Traorè avesse sbagliato ruolo e probabilmente anche mestiere non ci è voluto moltissimo. Al debutto nel trofeo Tim contro la Juventus, il maliano pare essere decisamente un pesce fuor d'acqua, si muove lentamente come se si trovasse in un mondo ultraterreno, con quelle orrende gambe simili a due pali della luce, lunghissime, che ne accentuano notevolmente la corsa inarcata in avanti. Durante la mezzoretta che è in campo, Traorè effettua all'incirca 15-20 passaggi, ovviamente tutti sbagliati, e mette tutti daccordo che il colpo, l'uomo nuovo del centrocampo rossonero non è altro che una strana creatura, dalle sembianze e dai movimenti spaventosi, decisamente orrendi.

Da quel tremendo debutto nel Trofeo Tim, la creatura, o alieno nero che dirsivoglia, non mette praticamente più piede in campo, tranne in qualche occasione di emergenza forzata e rigorosamente nel secondo tempo. L'unica apparizione è stata in centro a Milano, quando il giovane Niang per scampare il carcere, ha dichiarato di essere Traorè, ma l'aspetto non del tutto orrendo non ha convinto i vigili. Sono solo 7 le presenza in campionato, zero ovviamente le reti segnate. Insignificanti i minuti giocati in Coppa Italia e Champions League. Bastano queste statistiche per valutare questro strano essere una pippa mostruosa? Nonostante le terrorizzanti prestazioni, il maliano è entrato nel cuore dei tifosi rossoneri, idolo indiscusso della curva, grazie alla spaventosa statistica che con lui in campo il Milan non è mai stato sconfitto in campionato e nemmeno in Champions ( disputò pochi minuti in Milan- Barcellona 2-0 ), da lì il soprannome di talismano, un portafortuna vero, una storia che era più una presa in giro alla quale però Traorè ha cominciato a credere davvero. Dopo la fortunata qualificazione ai preliminari di Champions League, il Milan prova in tutti i modi a liberarsi dell'oscura bestia, ma il talismano, così convinto delle sue doti e dei suoi poteri, rifiuta addirittura di trasferirsi al Genoa.

Dopo vari tentativi di convincerlo, alla fine lo hanno messo dentro la lampada di Aladino tirandolo fuori ad Atene, raccontandogli che erano stati gli Dei dell'Olimpo a volerlo nella loro squadra, l'Olympiakos, ma che la sua missione sarebbe stata tornare un giorno, dopo aver salvato la crisi greca, al Genoa, squadra che lo ha fortemente voluto sin dalla notte dei tempi, tanto che in cambio ha ceduto al Milan la stella più desiderata d'Europa, Valter Birsa.

 

Marco Del Casale

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