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Francesco Acerbi

Del 19/09/2013 di


Francesco Acerbi Nella gloriosa storia del Milan il ruolo di difensore centrale è sempre stato occupato da immensi campioni e capitani,quasi sempre italiani; dalle generazioni Maldini passando da Costacurta e Baresi per arrivare a Nesta. Ma i tifosi del Milan non dimenticheranno mai il più insuperabile di tutti, Francesco Acerbi.

Nella carriera di un calciatore ci sono i momenti belli e i momenti brutti, esattamente come nella vita di una persona. Quando però arrivano le svolte e sei sul punto di fare delle scelte importanti bisogna stare attenti a quello che si combina. Francesco Acerbi ha pensato bene di scegliere di indossare la maglia rossonera numero 13, appena lasciata libera da un certo Alessandro Nesta.

 

Arrivato al Milan in pompa magna dopo le straordinarie 17 presenze nello spettacolare Chievo Verona, Acerbi viene presentato come la nuova colonna portante della difesa rossonera, dopo gli addii di Nesta e Thiago Silva, il punto fermo assoluto, il baluardo dei prossimi dieci anni. Qualche esperto diceva che non avrebbe fatto rimpiangere assolutamente le recenti perdite nel reparto arretrato anzi, sarebbe stato il nuovo Sandro Nesta!! Il buon Francesco non ci mise molto a smentire questi pazzi esaltati.

 

Certo, da uno nato a Vizzolo Predabissi non è che ti aspetti chissà cosa, ma le imprese che questo signore ci ha fatto vivere rimarranno indelebili nella memoria di tutti noi, esattamente come ogni lunghissimo minuto che ha pascolato per i campi di serie A con quella maglia. Ma c'è una partita su tutte (ne ha disputate ben 6 ), che vale la pena di essere commemorata. Quarti di finale di coppa italia, 9 Gennaio 2013: c'è Juventus- Milan allo stadium. Allegri decide di correre il tremendo rischio di affidarsi ad Acerbi in difesa. Passano pochi minuti e il Milan è in vantaggio  grazie ad un gol di El Shaarawy: la partita sembra mettersi bene, ma il buon Checco dal baffo anni'70 pensa davvero di essere a Woodstock, e  praticamente diventa il dodicesimo uomo della squadra bianconera. Il numero 13 ( che dolore dirlo ) non ne azzecca più una: 120 passaggi errati, falli inutili, velocità di un bradibo dopo un amplesso di settimane, praterie e voragini in mezzo al campo. E' sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato e da chi, se non da lui, poteva scaturire il pareggio juventino? Acerbi perde un pallone che anche Raimondo Vianello l'ultimo giorno di vita avrebbe mantenuto in possesso, e come se non bastasse va a fare un fallo dei piu stupidi mai visti al limite dell'area su Giovinco . Punizione per la Juve che il nano da giardino trasfoma. Da quel momento la prestazione di Acerbi non migliorerà affatto anzi, sarà sempre più mediocre. Il Milan alla fine perderà 2-1 ai supplementari, ovviamente. Credetemi la descrizione di quella orrenda prestazione del baffetto non potrà mai essere del tutto esaustiva, nemmeno sulla Treccani ci riuscirebbero.

 

Quella sera i tifosi del Milan augurarono ad Acerbi i mali peggiori, molti furono talmente cattivi che gli giurarono botte. Qualcuno disse che vederlo giocare era peggio di un tumore ai testicoli. Mai frase fu più profetica. Il giorno dopo la partita De Jong nonostante il crociato rotto, ha catturato Acerbi e. dopo averlo costretto ad ascoltare 25 ore di Hip Hop olandese, lo ha caricato sull'espresso per Verona con la benedizione di Galliani. Il futuro Baresi se ne tornava così al Chievo, in cambio di un mazzo di carte napoletane, una Fender Stratocaster e la compartecipazione di Constant. La stagione finì nella stessa maniera con la quale era cominciata, un disastro. A fine stagione Campedelli fa passare il furgoncino dei punkabbestia diretti ad un Rave vicino Modena. Dopo aver fumato una canna insieme al presidente del Sassuolo riesce ad ottenere un posto nella difesa dei neroverdi neopromossi, ma non aveva fatto i conti con le maledizioni dei tifosi del Milan che avevano paura di ritrovarselo tra i piedi di nuovo e, il tumore ai testicoli, gli venne davvero. Dopo aver fortunatamente superato il grave problema, Acerbi è tornato a regalare ai suoi tifosi fantastici momenti di sport: con il Sassuolo sono già zero punti in tre partite.

 

Marco Del Casale

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