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Marcio Amoroso

Del 17/10/2013 di


Marcio Amoroso La serie A degli anni'90 era un fiore di campionato e le maglie delle squadre italiane erano indossate da tantissimi di quelli che oggi chiameremmo Top Player. Tanti campioni che hanno fatto la fortuna anche delle cosiddette provinciali, oltre che di squadre straniere, gol a palate, prima di arrivare nel club di Via Turati.

Era il lontano 1996 quando l'Udinese decise di acquistare una giovane stella brasiliana che prometteva fuochi d'artificio. I bianconeri portarono in serie A Marcio Amoroso, un centravanti dotato di velocità e tecnica, oltre che di un grande fiuto del gol. L'Udinese spende la bellezza di 7 miliardi di vecchie lire ( erano altri tempi ! ) per portarsi a casa le prestazioni della punta, che disputa tre campionati strepitosi, porta con i suoi gol i Friulani a raggiungere uno storico terzo posto nel '98 e vince la classifica marcatori l'anno successivo, mettendo a segno ben 22 reti nel campionato vinto dal Milan di Zaccheroni.

 

Le qualità del ragazzo spingono il Parma, allora una Big del nostro campionato, a tirare fuori dal salvadanaio di Callisto Tanzi gli spiccioli per acquisire la punta. Spiccioli che verranno in seguito ripagati con la galera del patron gialloblù. Il bravo Marcio però dà i primi segnali di voler essere fedele al suo nome, e si fa male, non riuscendo così ad imporsi in quel di Parma, dove gioca due stagioni mettendo a segno soltanto, si fa per dire, 11 reti. Per fortuna però nel resto d'Europa non si sono dimenticati di Amoroso, e nell'estate del 2001 il Borussia Dortmund decide di acquistare il brasiliano che si dmostrerà essere la fortuna del club tedesco. Marcio infatti trascina il Borussia alla conquista del campionato mettendo a segno ben 18 reti e portandosi a casa pure il titolo di capocannoniere della Bundesliga.

 

Ma qualcuno lassù non deve voler molto bene all'asso verdeoro. Infatti nelle due stagioni seguenti viene nuovamente tartassato dagli infortuni che gli impediscono di esprimersi al meglio in campo, e il Borussia alla fine decide di mandarlo in Spagna, dove il Malaga aveva assolutamente bisogno di rilanciarsi. C'è da dire che Amoroso effettivamente si dimostrò un giocatore sfigato, talmente attanagliato dalla cattiva sorte che ogni qualvolta si era trovato a diventare un fenomeno in qualche Paese del mondo, puntualmente arrivava il triste infortunio a comprometterne la carriera, era successo infatti anche in Brasile prima di arrivare ad Udine. Cosciente della stupenda tradizione da lui perseguita, al Malaga decide di fare schifo, giocando tantissime partite ma segnando pochissimi gol, così da tentare di annullare la maledizione che incombeva su di lui. I tipi del gelato la presero talmente bene che a fine stagione lo rimandarono in esilio in patria, facendogli sottoscrivere un divieto di mettere piede sul suolo spagnolo fino alla fine della carriera da calciatore.

 

Ma il buon Marcio è un vero campione, e lo dimostra sul campo, su quello di San Paolo, dove torna a correre e a segnare tanti gol, vincendo addirittura la Copa Libertadores, che rivincita! Che successo! Allora Amoroso decide di ritentare, nel Gennaio 2006 l'avventura europea. E quale squadra, se non il Milan, aveva assoluta necessità in una rosa che appena l'anno prima aveva sfiorato la seconda Champions in tre anni, di un giocatore sfigato da far salire sul patibolo in caso di nuovo fallimento stagionale! Ma è chiaro, nessuno si sarebbe ripreso un trentaduenne con milleduecentotrentasei infortuni alle spalle, se non la squadra meneghina. Amoroso non delude le aspettative, infatti si fa male subito, ma disputa lo stesso moltissime partite, la maggior parte delle quali in tribuna al fianco dell'uomo che lo aveva sempre voluto, Adriano Galliani. Già proprio Galliani, colui che all'arrivo dello sfigato attaccante, aveva dichiarato che il Milan avrebbe riportato Amoroso ai tempi d'oro, lo avrebbe fatto rinascere e che, addirittura lo avrebbe dovuto comprare molto tempo fa! Riesce miracolosamente a farlo debuttare in campionato in una partita cntro l'Udinese, il 19 Marzo 2006, per poi farlo sparire di nuovo fino all'ultima giornata di campionato.

 

In un campionato appena sconvolto dal calcioscommesse e con il mondiale alle porte, Milan - Roma è una partita assolutamente inutile, anche se il Milan per miracolo dovesse portarsi a casa il tricolore in caso di sconfitta della Juve. L'unico miracolo che accade è che Ancelotti butta nella mischia Amoroso, che ormai da "Marcio" era passato a "Muffa", che gioca uno spezzone di gara. Durante questo breve ma intenso evento apocalittico, appare la madonna che indica il dischetto del rigore. Capitan Maldini, commosso, dice a Marcio di andare a tirare il rigore. Il brasiliano non sbaglia e realizza la sua prima e unica rete con la maglia rossonera, pervaso da un'emozione indescrivibile. Ovviamente il dottor Galliani a fine partita salì sul carro dei vincitori, e si lasciò andare a delle dichiarazione da ospedale psichiatrico : " Abbiamo già il nuovo attaccante per la prossima stagione, sarà Marcio Amoroso....", e manfrine varie che avevamo già sentito a Gennaio. Naturalmente, per fortuna o per volere divino, non accadde nulla di tutto questo, e il povero sfigato brasiliano se ne tornò a piedi in Brasile, dopo che anche il cuoco della mensa di Milanello si era dimenticato della sua esistenza nel settembre successivo, in cui il Milan rischiò anche di finire in b per colpa di Calciopoli, cavandosela, e andando a disputare il preliminare di Champions.

 

Il povero Marcio se ne tornò in Brasile a concludere nella maniera più sfigata una carriera già iellata di suo, firmando con circa 900 club e non trovandone più uno disposto a farlo giocare. Ritenta una breve esperienza europea con l'Aris Salonicco, ma niente. Di nuovo in Brasile annuncia la fine della carriera salvo ripensarci poco dopo, firmando per una squadra di terza categoria brasiliana, il Guarani, che non lo fece nemmeno debuttare talmente schifata da quella nuvola nera che aleggiava sulla sua testa pelata.

 

Marco Del Casale

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