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Bollettino rossonero

Del 07/09/2016 di PierGiorgio Danuol


Bollettino rossonero Ogni giorno dichiarazioni di ex rossoneri, nomi nuovi per il Milan targato Cina, primi soldi per la cessione definitiva.

Dopo due settimane di sosta riprende il campionato, il Milan è atteso dall'impegno casalingo contro l'Udinese di Iachini, entrambe le squadre a tre punti, una vittoria interna ed una sconfitta fuori casa per ambedue le formazioni, partita che può sembrare agevole ma con i rossoneri mai dare nulla per scontato. Il reparto che più preoccupa è la difesa, davanti all'inamovibile Donnarumma non è ancora deciso lo schieramento titolare, Romagnoli si alterna con Paletta, Gustavo Gomez, sulle fasce Abate, De Sciglio ed Antonelli per due maglie, il risultato è che in due partite sono già sei le reti subite dai rossoneri, un po' troppe per una formazione che mira a rientrare in Europa come obiettivo minimo. Il centrocampo non è che dia maggiori garanzie, Montolivo gode di fiducia illimitata ma mal ripagata in campo, probabilmente la mancanza di alternative sino ad ora ha giocato a favore del capitano rossonero sempre più oggetto di critiche da parte della tifoseria per prestazioni ampiamente insufficienti; i nuovi acquisti, Sosa e Pasalic, sono ancora in fase di ambientamento e i minuti giocati sono solo quelli dell'ultima amichevole disputata qualche giorno fa in terra inglese; l'altro arrivo dell'ultimo minuto è Mati Fernandez ma le ultime notizie lo danno infortunato dopo la gara del suo Cile contro la Bolivia. Non proprio roseo quindi il presente del Milan, aggiungiamo le squalifiche di Kucka e Niang ed ecco che la formazione dovrebbe essere pressoché fatta con l'esordio dal primo minuto di Lapadula.
Sul fronte societario intanto si compiono i primi passi verso l'insediamento definitivo della cordata cinese, è delle ultime ore il versamento degli ottantacinque milioni di euro come caparra ai quali si aggiungono i quindici milioni di un mese fa, cento milioni entrati nelle casse della Fininvest e chiusura definitiva della cessione che dovrebbe avvenire nel mese di novembre per poi dedicarsi al mercato di gennaio, il primo finalmente con un budget a disposizione per rinforzare finalmente la rosa rossonera. Li Yonghong (presidente del fondo cinese Sine Europe Sports) ha lanciato un messaggio ai tifosi rossoneri: "L'annuncio di oggi rappresenta una pietra miliare del processo che ci porterà a scrivere un nuovo e glorioso capitolo nella vita di questa incredibile squadra, per molte generazioni di tifosi, il Milan di Silvio Berlusconi ha incarnato l'idea stessa di vittoria e successo ed il nostro obiettivo è riportare questa squadra leggendaria al livello dei migliori club del mondo". Il tempo dirà se quanto dichiarato sarà mantenuto, per ora atteniamoci alle dichiarazioni del nuovo proprietario del club di via Aldo Rossi. Dopo l'arrivo di Marco Fassone in qualità di amministratore delegato e direttore generale, si attende di sapere quale sarà il futuro di Adriano Galliani, intanto anche Umberto Gandini, storico direttore organizzativo rossonero, lascia il club dopo ben ventitré anni. I nomi che si fanno per il ruolo di direttore generale sono i più svariati, così come quelli riguardanti il ritorno di ex rossoneri in società, da Costacurta ad Albertini o Maldini; a proposito del ritorno di Paolo in rossonero, le ultime dichiarazioni sembrano però allontanare sempre più il rientro alla base del grande difensore rossonero visto che ha dichiarato che con il Milan ora non c'è niente, che è stanco di ripetere questa storia, il Milan rimarrà sempre un grandissimo amore, non solo suo ma anche da parte di tutta la sua famiglia. Riguardo il cambio di proprietà Maldini dichiara che gli fa molto effetto, è arrivato che c'era Farina ma ha vissuto in prima persona il cambio di proprietà con cui è iniziato tutto, Berlusconi è stato un presidente incredibile, il più vincente e innovativo del calcio moderno. Un altro ex rossonero, ora vice di Shevchenko nell'Ucraina, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento del Milan, stiamo parlando di Mauro Tassotti; "Il Milan ha iniziato a non spendere più tanti soldi e il paragone con altri top club è stato subito impietoso", ha detto il Tasso, "Ci sono stati altri errori ma sono cose normali e che possono capitare, però non ti puoi permettere errori di questo genere quando hai un budget limitato".  Tassotti si sofferma sulla fine di una mentalità e di una cultura vincente in casa rossonera. "Questo tipo di cultura è rimasta fino al 2009, poi però sono iniziati i problemi; Sacchi ha portato una mentalità vincente che è stata assimilata dal gruppo italiano, i vari Maldini, Costacurta, Albertini e così via. Quando arrivò Sheva fu più facile per lui perché aveva intorno grandi uomini e professionisti, oggi sembra più difficile per il Milan, speriamo che nei prossimi anni si possa tornare a gioire tutti insieme”, questo il pensiero dell'altro grande terzino rossonero.
L'obiettivo numero uno della nuova proprietà dev'essere quello di riportare il Milan ai livelli che più gli competono, di riportare rigore, disciplina, cultura, mentalità vincente, di ricomporre nuovamente quel giocattolo che negli ultimi anni si è rotto ed al quale non si è trovato il modo di rimediare, ritocchi, pezzi nuovi ma di uno spessore nettamente inferiore; difficile che tutto ciò avvenga nell'immediato, soprattutto da parte di una cordata non esperta di calcio e di calcio italiano, ma almeno che sia in grado di gettare finalmente le basi su cui ripartire.


Piergiorgio Danuol

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