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La fitta sassuolata dell'ingiuria

Del 14/01/2014 di


La fitta sassuolata dell'ingiuria Io l´avevo detto: la vittoria sull´Atalanta non doveva ingannare. L´amore sbandierato da Galliani e Allegri s´è tramutato in un fiume d´ingiurie che ha finito per lapidare l´allenatore rossonero con una sassuolata di storica memoria.

Io l’avevo detto, e non mi stancherò mai di ripeterlo: quando fioccano le frasi d’amore per una banale vittoria contro l’Atalanta in una stagione maledetta e indegna, quando fioccano i complimenti per un giocatore che da troppi mesi e con troppe pause tira la carretta, allora il vulcano è lì lì per esplodere. Siccome il calcio non è una fabbrica di cioccolatini Perugina e le frasette d’amorosa circostanza, nel mondo del pallone, finiscono nel cestino più velocemente di quelle della già citata azienda produttrice di dolciumi, ecco che dopo le quattro pere dal Sassuolo sembra che finalmente persino il tifoso rossonero più cieco si sia svegliato: viviamo una situazione di storico imbarazzo, senza uscita, e non esiste al mondo allenatore che possa compiere alcun miracolo. Perché nel gioco del calcio si vince innanzitutto con una società sana, con dei giocatori forti e motivati, e con un allenatore che sappia trovare la chiave per entrare nei loro cuori e spingerli a dare il 110%: e noi cosa abbiamo, di tutto questo?

 

Abbiamo una società che da due anni si copre di ridicolo: dagli acquisti a parametro 0 agli acquisti di nudo e crudo marketing, dall’esonero in pectore di Allegri alla firma del suo rinnovo pochi giorni dopo, dal rischio di mandare a casa Galliani alla discutibile scelta di affiancargli niente popò di meno che la prosperosa figlia del presidentissimo, manco dovessimo riempire le copertine di Playboy. Siamo diventati un circo e lo dobbiamo innanzitutto al signor Berlusconi, che tanto ci ha fatto vincere ma che tutto ci sta facendo perdere. Vogliamo, poi, parlare dei giocatori? A leggere la rosa del Milan pare di scendere sotto casa carichi di immondizia da differenziare: Dove lo butto questo Zapata? Nei rifiuti organici, o magari si offendono? Che ci faccio con Emanuelson? Mi avevano detto che potevano riciclarlo come terzino: dov’è il bidone apposito? E Matri? È costato così tanto che buttarlo mi pare un peccato: lo lascio accanto ai cassonetti, magari la Fiorentina se lo prende gratis. Ecco cosa siamo noi: niente di più che una discarica ambulante.

 

Vogliamo parlare di Allegri? No, non vogliamo, ma lo facciamo lo stesso: un allenatore che ha accettato un rinnovo annuale consapevole che sarebbero stati gli ultimi 12 mesi di Milan, che ha voluto fortissimamente l’attaccante italiano più scarso della storia, che ha cominciato la stagione con la carica agonistica di un pensionato costipato. Io, che in passato l’ho difeso e che sarò costretto a convivere per tutta la vita coi sensi di colpa per averlo fatto, ancora oggi non mi sento di odiarlo: ti propongono un contratto che non vedrete mai per il resto della vostra vita, e siete circondati da giocatori nella medesima posizione. Io avrei fatto come lui: accetto i miei 4 milioncini per 12 mesi, mi prendo i sacrosanti insulti del presidentissimo e me ne frego se un giorno si e l’altro pure non posso uscire di casa perché i tifosi vogliono vivisezionarmi. Tanto vivo nella mia prigione d’oro e nessuno potrà pretendere da me che insegni a giocare a calcio a gente come Zapata, Muntari, Nocerino, Emanuelson, Constant, Matri, Birsa e compagnia danzante. Certo è che qualche domanda devi pur fartela quando, giunta la notizia dell’esonero, ti rendi conto che qualcuno l’aspettava più delle feste di natale, capodanno e befana messi assieme: io non ho mai visto tifosi stappare una bottiglia di champagne e condividere la foto su Facebook, né ho mai letto di giocatori che hanno addirittura esultato ballando promiscuamente la lambada fra di loro e organizzando riti orgiastici negli spogliatoi per la gioia. Muntari si sarà anche commosso ed è giusto che sia così: ora che Allegri è andato via, metteranno dei dobermann all’ingresso di Milanello per impedirgli di entrare. Ed io, comunque, non vorrei essere nei panni di quei poveri e indifesi cucciolotti. Allegri può però consolarsi col Tweet della moglie di Antonini, che con un laconico “GODO” ha fatto intendere a tutti quanto il rinnovato tempo libero dell’allenatore toscano farà comodo a entrambi: non a caso, il buon Max ha dichiarato alla stampa di non avere rimpianti. E chi li avrebbe visto che la moglie di Antonini è un gran pezzo di gnocca?

 

 

Siamo dunque giunti al triste epilogo della sua avventura al Milan: ma non disperatevi perché il futuro ne promette delle belle. Qualche esempio? Beh, sul mercato abbiamo trovato un’Honda usato che ha le prestazioni di un’Apecar e che dopo 2 giorni di Italia pretende già di rimproverare i compagni, che già non capiscono una mazza di calcio giocato, figurarsi di giapponese. E poi ci apprestiamo ad accogliere un allenatore che non ha mai fatto l’allenatore e che ha il pessimo vizio di fare casino in campo e negli spogliatoi: qualcuno forse ricorderà come Seedorf sia stato l’unico sulla faccia della terra a prendersi a parolacce col buon Ancelotti. E Carletto non era neanche avvinazzato in quel momento, il che è tutto dire. Senza considerare che una bella rissa da bar fra Galliani e Barbara, secondo me, non ce la toglierà nessuno prima o poi. Insomma, le prospettive per divertirsi ancora ci sono tutte, quindi restate collegati sul canale Milan: appuntamento alla prossima fitta sassuolata dell’ingiuria.

 

Gabriele Li Mandri

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