« Tutti gli articoli della categoria MilanTropo

Signore e signori, che culo

Del 08/04/2014 di


Signore e signori, che culo Il 2-1 al Genoa lascia spazio a poche discussioni. Posate le lavagnette, le grafiche, le statistiche: è solo una questione di grande, enorme, magnifico culo.

Lo so, giornalisticamente parlando non sarà un titolo elegante né ricercato, ma volete mettere? Perché perdersi in inutili giri di parole quando il nostro amato vocabolario ci mette a disposizione un termine tanto chiaro quanto breve e conciso: culo, culo, culo! Che parola meravigliosa: come direbbe il buon Pellegatti, “bisillabo di felicità”. Provate a ripeterlo insieme a me, ad alta voce: non vedete come suona potente, gioioso? Non notate come riempie la bocca come solo poche parole sanno fare? È proprio così che mi immagino Berlusconi, intervistato al termine della partita, rispondere a qualche solerte giornalista con la sua consueta mimica facciale da passionale baciatore: "Belgiuoco? Mi consenta, questo è culo!"

 

 

Culo, culo, culo: lo urlerei fino a farmi denunciare dai vicini. Ed in effetti, ridendo come un deficiente, l’ho urlato per tutti i soffertissimi 94 minuti contro un Genoa che a tratti è sembrato il Bayern Monaco di Guardiola. Non si può fisicamente spiegare il 2-1 finale se non così: Culo! Culo! E ancora, culo! Posate le lavagnette, le grafiche, le statistiche: qui siamo di fronte all’esplosione di un culo (e scusate se mi ripeto) che ha davvero del clamoroso. Come fai a segnare due gol tirando due volte in porta, e a subirne solo uno dopo che gli avversari ti hanno schiacciato nell’area piccola per tre quarti di gara? Non è spiegabile, non esiste al mondo scienziato in grado di risolvere questo enigma della natura: un enigma chiamato Milan, che dall’oggi al domani schiva la Serie B e si candida, udite udite, addirittura per un posticino in Europa League.

 

Ma tutto ciò non dovrebbe, in realtà, sorprenderci: in fondo siamo allenati da uno il cui culo sporge persino da un ombrello formato famiglia. Il buon Seedorf, al contrario dello sfigatissimo Allegri, ha portato una ventata di natica tale da risollevare persino il morale di quella pippa di Honda, che magari “culo” non saprà neanche cosa significa (così come “calcio”), ma che dimostra, finalmente, di essere entrato negli schemi anatomici dell’olandese: dribbling totalmente improbabile su un difensore, scavetto in stile “mo’ je faccio er cucchiaino” ad un Perin in uscita suicida, palla che moscia moscia viene spedita in porta da Sculli che, non a caso, non fa il difensore di mestiere. Ho sentito telecronisti strapparsi le vesti e inventarsi frasi inquietanti per descrivere questa meravigliosa prodezza: puoi profumarla quanto ti pare, ma rimane pur sempre una botta di culo.

 

E allora di cosa dovrei parlare? Gli argomenti li ho già esauriti nel titolo ma, dato che sono uno scrupoloso osservatore, è giusto che almeno prenda questo bellissimo culo e lo poggi, grassoccio e strabordante, su delle solide fondamenta. Ad esempio non ho ancora capito cosa ci facesse Mexes sulla linea di porta quando Motta l’aveva oramai infilata dentro a colpo sicuro: di solito la nostra bella mesciata fa di tutto per tenersi alla larga da queste imbarazzanti situazioni. Congiuntura astrale? Può essere: ho visto coi miei occhi fior di astronomi cercare di calcolare il diametro di un culo grosso e biondo quanto il sole, senza risultati. E Abbiati? A furia di fuggire dalle case di riposo sta imparando adesso, a 82 anni, a lanciarsi per terra e a fare il morto: ogni tanto capita che gli riesca quando arriva una palla a 200 km/h. Provate a chiedergli, ora, come abbia fatto a respingere quella saetta di Sturaro: tenterà di prendervi sulle ginocchia e di raccontarvi qualche aneddoto sulla difficile vita di trincea nel Vietnam degli anni ’60. Potrei continuare all’infinito citandovi le personalità multiple di Taarabt, che oggi si crede C. Ronaldo e che domani invece tornerà a gestire, sotto lo pseudonimo di Amir, la kebabberia vicino San Siro. Potrei ma non lo farò, perché devo uscire in balcone e urlare al mondo il mio bisillabo di felicità preferito.

 

 

Gabriele Li Mandri

Commenta l'articolo
(L'indirizzo e-mail non verrà visualizzato)

Dichiaro di accettare e aver preso atto dell'informativa resa sul trattamento dei miei dati personali



Tutti gli articoli di
Et voilĂ , Kevin Croissant
Del 15 Aprile 2014
Un Milan dolce dolce conquista la sua quarta vittoria consecutiva grazie ad un fenomenale terzino finalmente esploso dopo mesi di progressiva crescita. Et voilĂ  signori, Kevin Croissant.
Date il Pane al Cane Pazzo
Del 31 Marzo 2014
No, non è un articolo dedicato a Mad Dog Flamini, "vecchia gloria" del recente passato rossonero, ma uno spaccato della condizione odierna della squadra e della società rossonera.
Il Riposo dei Guerrieri
Del 24 Marzo 2014
E basta con queste lamentele, con le contestazioni, con le critiche a Seedorf, a Berlusconi, a Galliani e ai nostri Campioni. Fate come me: evolvetevi e capirete che tutto questo è per il bene del Milan.
Il Paradosso del Gatto di Seedorf
Del 12 Marzo 2014
Dalla meccanica quantistica al calcio, il passo è breve.
L'Alba dei Morti Viventi
Del 25 Febbraio 2014
Incredibile al Marassi: il Milan si scuote, vince e quasi quasi convince. Contro la Samp, con un Seedorf finalmente presente in campo e a se stesso e con i gol dei nuovi "acquisti", il Milan ha cominciato a grattare la bara in cui giace da mesi. Che sia l´alba dei morti viventi?
Il culo di Seedorf
Del 17 Febbraio 2014
L´unica prerogativa buona del neo-non-tecnico rossonero non è l´acume tattico, la preparazione atletica, le palle quadrate, la carica agonistica ma il vecchio e caro sano culo.
Una lettera aperta. Anzi, bucherellata.
Del 10 Febbraio 2014
Si prega di inoltrare la seguente missiva alla sede della societĂ  A.C. Milan. Non quella in Via Turati, sequestrata per insolvenza, ma alla nuova: quella dove campeggia la targa "Siamo il club piĂą tribolato al mondo".
Seedorf ed il 4-2-Mammamia
Del 20 Gennaio 2014
Dopo Leonardo ed il 4-2-Fantasia, ecco che il Milan investe nuovamente su un allenatore non-allenatore dalle idee spregiudicate e offensive. Ecco che nasce, signore e signori, il 4-2-Mammamia.
La fitta sassuolata dell'ingiuria
Del 14 Gennaio 2014
Io l´avevo detto: la vittoria sull´Atalanta non doveva ingannare. L´amore sbandierato da Galliani e Allegri s´è tramutato in un fiume d´ingiurie che ha finito per lapidare l´allenatore rossonero con una sassuolata di storica memoria.
Meno male che Ricky c'è
Del 07 Gennaio 2014
Un regalo inaspettato dalla befana: non tanto i 3 punti, inutili dato che la salvezza non dovrebbe essere in discussione, quanto piuttosto il gol n.100 (e 101) di KakĂ . Adesso si che va tutto bene.
Cerca