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Una lettera aperta. Anzi, bucherellata.

Del 10/02/2014 di


Una lettera aperta. Anzi, bucherellata. Si prega di inoltrare la seguente missiva alla sede della società A.C. Milan. Non quella in Via Turati, sequestrata per insolvenza, ma alla nuova: quella dove campeggia la targa "Siamo il club più tribolato al mondo".

Ah, poveri illusi. Ci avete provato, e sebbene io non possa non apprezzare l'immane sforzo compiuto per mascherare una rosa ridicola, una società fallimentare ed un allenatore che non è un allenatore, mi viene comunque da dirvi: siete degli illusi se speravate di convincermi. Ma non vi condanno, perché sotto sotto, nonostante gli svariati milioni che vi intascate o che fate intascare agli altri, mi fate tenerezza, e anche un po' di pietà. Poi però ripenso a quei soldi, a come prendete in giro i tifosi e vi approfittate barbaramente del loro portafogli e del loro cuore, e allora vi dico: mi fate schifo.

 

Ma cosa pensavate, che bastavano quattro blatere messe in croce per convincere me, e tanti altri tifosi rossoneri, che prendere un non-allenatore e il solito paio di parametri 0 potesse portare il Milan ad un (indegno) posto nella Serie B d'Europa? Come se l'eventuale partecipazione all'ex-coppetta uefetta non fosse già umiliante di per sé? Ma dico, ci avete preso per l'Inter o cosa? Basta con le prese in giro, con le parole di circostanza, con il giochetto dello scaricabarile ai danni di dirigenti ed allenatori (Braida, poveraccio, c'ha rimesso il posto senza motivo). Basta con le vaccate in stile "Honda è il TOP player che ad agosto tutti hanno cercato", "Essien è il sosia di Iniesta", "Taarrabbio è il cugino marocchino del papà di Kiss Me Licia": avete stufato, e di brutto

 

Io non pretendo di vedere un Milan competitivo: quelli oramai sono ricordi che appartengono al passato. Però pretendo chiarezza: Berlusconi non vuole più versare una lira, nonostante ne abbia a bizzeffe? Lo dica senza dare la colpa al fairplay finanziario. Il "progettoggiovani" è solo un modo per darci a intendere che dovremo sorbirci i 17enni del settore giovanile perchè sono gli unici giovani che non paghiamo? Lo mettano nero su bianco. I TOP player cui possiamo aspirare sono quelli a parametro 0 che fanno i fenomeni in Uzbekistan, che sono fighi perché hanno gli occhi a mandorla, che hanno passato gli ultimi 4 anni a stuccarsi le ginocchia? Idem come sopra. E che dire di Seedorf, il fenomeno della panchina che non proferisce verbo alcuno per 90 minuti? Una statua di sale nero con le mani perennemente nei tasconi e la bocca tappata dalla sciarpa, che ha trovato il coraggio di puntare su Emanuelson (ancora, ANCORA) e addirittura di spacciarci quel povero e onesto mestierante di Abate come esterno offensivo nel 4231!

 

Seedorf, ah, Seedorf. L'unico "allenatore" al mondo che non incita i ragazzi perché "da calciatore ho scoperto che il mister che urla DISTURBA". L'unico "allenatore" al mondo che fa sgolare il suo vice (Tassotti) e poi lo guarda quasi con tenerezza, con quel suo odioso mezzo sorriso, come a dire "ma che urli a fare, so' ragazzi". L'unico "allenatore" al mondo che va a prendersi le ramanzine di Kakà, che con questo 4231 impiega i primi 40 minuti a cercare di capire se è normale che gli stia sempre fra i piedi un turista giapponese, o se è il Milan che l'ha ceduto al Kashima Antlers senza il suo consenso. E, come se non bastasse, ha anche il coraggio di dire che la colpa è di Allegri e della sua preparazione atletica! Aziendalismo allo stato puro.

 

Poi magari, alla fine, avrete ragione voi: Milan in Europa League attraverso 900 spareggi e defezioni avversarie, Honda capocannoniere della gara di rutti al sentore di sushi, Taarabt il vero figlio riconosciuto da Balotelli e il dolce piccolo Ramì un clochard che aspetta l'elemosina a piazza Diaz. Poi, magari, mi dovrò pentire di aver scritto questa lettera. Dovrò dare ragione a chi mi accusa di essere un tifosotto non evoluto, di salire sul carro solo quando si vince, di non essere riconoscente nei confronti di un presidente che ci ha fatto vincere tutto: sono una scimmia che si è consumata le suole a furia di andare a piedi e che si gratta le chiappe pensando che no, vivere nel passato non fa per lei.

 

Distinti salumi.

 

Gabriele Li Mandri

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