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Giuseppe Bergomi

Del 29/12/2011 di Enrico Bonifazi


Giuseppe Bergomi Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.

A volte capita di essere nel proprio letto , sotto strati di coperte , al calduccio , dopo una dura giornata di lavoro . Le palpebre si appesantiscono calando il sipario sulla fase R.E.M. del sonno . Poi , improvvisamente avverti il ronzio e speri con tutto il cuore di esserti sbagliato . Invece eccola lì la zanzara , pronta a sfidare  la tua santa pazienza , avvicinandosi al lobo dell'orecchio , punzecchiando di tanto in tanto , invadendo uno spazio dove chiaramente non sarà mai la benvenuta. Sembra il racconto di una notte qualsiasi ma , in sintesi , è quel che provo nell'udire , durante una partita del Milan , il commento tecnico di Beppe Bergomi ...un enorme e disarmante senso di fastidio .  Del resto , più o meno 30 anni fa , in un derby di Coppa Italia , segnò a tempo scaduto la rete del 2 a 2 che eliminò il Milan proprio a vantaggio dei nerazzurri , episodio quello che la mia radiolina portatile , pagò con un volo fino a sei , sette metri di distanza . Lui , Giuseppe Bergomi è infatti una parte importante , almeno a livello di cifre , della storia interista . Solo l'attuale capitano Javier Zanetti ha più presenze di lui . Io , lo conobbi per quella stramaledettissima rete del pareggio anche se durante il Mundial di Spagna 1982 , ebbi modo di apprezzare  i suoi baffoni grazie alle imprese della nazionale di Bearzot .  Sollevata la coppa del Mondo ed esaurita la tregua , ricominciai immediatamente ad odiarlo , nella maniera assoluta di cui solo i bambini sono capaci . Il processo di logica era semplice . Io amavo il Milan e per “colpa” di un suo gol , la mia squadra del cuore era stata eliminata dalla coppa , quindi , “Zio” Bergomi (soprannominato così per l'aria vissuta che i baffi davano al suo viso) , era cattivo e degno di tutta la mia antipatia .  Le vere scintille però , dopo un lustro di alti e bassi tra le due squadre , giunsero verso la fine degli anni ottanta , con l'arrivo di Arrigo Sacchi sulla panchina dei diavoli rossoneri . Il Milan trionfa in campionato nel 1988 e si aggiudica le edizioni 1989 e 1990 della Coppa dei Campioni . I cugini rispondono con un trionfale scudetto nel 1989 ma il duello è quasi completamente a distanza . I primi anni 90 sono frustranti per Bergomi e compagni . Il Milan stravince gli scudetti 1991-'92 , 1992-'93 e nel 1994 cala il double portando a casa tricolore e Champions League . L'Inter è una squadra molto forte ma i raggi di sole rossoneri , mettono in ombra  anche i successi più prestigiosi dei cugini , come le due coppe Uefa vinte dall'Inter tra il 1990 e il 1994 . Intanto , Bergomi inizia la sua dinastia da capitano raccogliendo le consegne da un altro “Beppe” , Giuseppe Baresi . Con il passaggio di Sacchi alla panchina della nazionale , lo “Zio” perde il posto in squadra (soffiatogli da Mauro Tassotti ) e non viene convocato al mondiale negli Stati Uniti .
Il 26 ottobre del  1994 , con i rossoneri al centro di una strana annata transitoria , Bergomi segna ancora negli ottavi di finale di Coppa Italia una rete decisiva che completa la rimonta dell'Inter (andata in svantaggio ) . Dopo il gol , lo zio , alza le braccia al cielo e rivolge il suo sguardo per pochi attimi verso la curva sud come per volere aggiungere la beffa al danno . Il Milan perse 2 a 1 quella partita , risultato che venne poi bissato nel match di ritorno . L'arrivo di Ronaldo alla corte di Moratti , spostò i riflettori sull'altra Milano in Europa . Bergomi alza al cielo la Coppa Uefa sfiorando anche il tricolore (perso dopo un lungo duello con la Juventus) nel 1997-'98 .
 Il Milan , altalenante in campionato , si toglie in coppa Italia l'unica soddisfazione , spazzando via letteralmente l'Inter con un secco e nettissimo 5 a 0 .  La rivalità tra Beppe e i diavoli rossoneri cala così il sipario . Nel 1999 infatti ,  Marcello Lippi approda sulla panchina dell'Inter e “segare” Bergomi è una delle sue prime operazioni di mercato . Durante quella stagione zio Beppe appare qualche volta nelle televisioni locali della Lombardia . Il suo ruolo è quello di opinionista da studio , in una trasmissione che è una specie di “circo” tra vecchie glorie del calcio e del giornalismo sportivo . Uno sventurato giorno , Bergomi , vista la difficoltà nel trovare una panchina da allenatore (non fatico a comprenderne i motivi ) , inizia la sua avventura come commentatore su Tele +  (in seguito divenuta Sky)  . Le sue telecronache delle partite sono piatte e noiose . Mai una frase divertente o brillante esce dal suo microfono . Solo la nuda cronaca di quel che anche i nostri occhi senza alcun bisogno di aiuto sono capaci di vedere . Anche chi ama i videogames , è costretto a subire la sua voce a fianco del plateale Caressa .
I veri guai per noi tifosi rossoneri iniziano seriamente quando aumentano in maniera lampante le sue presenze alle partite dei rossoneri  . Durante i suoi interventi , manifesta imparzialità fittizia . Nel profondo si sente sibilare il biscione che è in lui . Lo sforzo che fa per non essere fazioso è evidente . Su facebook e nei social network sono molti i gruppi creati da tifosi milanisti pronti a firmare per non trovarselo più a commentare  . Ogni grande vittoria (come ad esempio l'ultimo derby) viene da lui regolarmente minimizzata mentre con abile sadismo mascherato da obiettività ricopre di fango le sconfitte più brucianti. Dopo la rete di Marchisio che ha permesso alla Juventus di andare in vantaggio contro il Milan nell'ultima sfida giocata contro i bianconeri lo scorso 2 ottobre , mentre il mio naso fumava come quello di un Toro da corrida di fronte ad un drappo rosso , lo zio dalle sopracciglia mannare rende noto che teneva tantissimo ad assistere ad un gol nello Juventus Stadium . Per esprimere il mio pensiero a quelle parole (nel momento più sbagliato !!!) ci vorrebbero troppi asterischi e lo lascio immaginare a voi …
A microfoni spenti , Beppe Bergomi allena oggi la squadra berretti dell'Atalanta ed è quindi tornato (anche se su altre sponde ) un nerazzurro . La speranza è di vederlo un giorno col sedere sopra una panchina di serie A , per rivivere quelle belle sfide che dalla metà degli anni ottanta fino alla fine dei novanta hanno contraddistinto questa rivalità e soprattutto per non doverlo più sopportare durante la telecronaca di una qualsiasi partita del nostro amato Milan.

Enrico Bonifazi

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