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Celtic - Milan 0 - 3

Del 27/11/2013 di


Celtic - Milan 0 - 3 Finalmente una vittoria. E che vittoria. 3 a 0 secco e senza poche ombre, un gioco corale finalmente all´altezza. Gli avversari non saranno stati i fenomeni che tremare il mondo fanno ma di questi tempi tutto fa brodo.


Ci voleva una boccata d’aria, e nella cornice mozzafiato del Celtic Park il Milan respira a pieni polmoni. L’aria era satura di grande calcio, e i rossoneri hanno dato dimostrazione di saper ancora giocare, a calcio. Inaspettato tanto quanto ben accolto questo cambio repentino: una squadra tosta, che incarna alla perfezione lo sguardo torvo e il fare da duro di Nigel De Jong, giocatore che ha incarnato alla perfezione lo spirito da battaglia, mostrando i muscoli e i denti alle difficoltà di questa sua seconda stagione nella casa del Diavolo Rossonero.

Balotelli e Kakà a segno, Abbiati super; un organico che finalmente trova armonia e riversa in campo rigagnoli di gioco. Niente di trascendentale, ma concretezza e spirito di rivalsa era quello che si chiedeva al Milan nella trasferta di ieri, e siamo stati accontentati.

Pensare che si paventava l’idea che questa fosse la definitiva pietra da scagliare contro la nostra squadra, orfana di punti, goal e vittorie. Niente musichette che possano cambiare la storia della nostra stagione, ma finalmente un pizzico di voglia che ha permesso ai nostri giocatori di avere la meglio su un avversario alla portata.

Non facciamoci ingannare dalle apparenze: il Celtic si è rivelato poca cosa, ma visto il periodo anche lungagnoni poco avvezzi al tocco di classe avrebbero potuto banchettare sulla nostra carcassa.

Gli scozzesi di Lennon non rinunciano al loro gioco maschio e tutto fisico. Izaguirre e Lustig lavorano sulle fasce della difesa a 4 con Ambrose a guidare il reparto. Kayal, poi Ledley, e Mulgrew guidano il centrocampo con Forrest e Boerrigter esterni di spinta. Commons e Samaras in attacco in un 4-4-2 tutto lanci lunghi e strappi. Manovra poco ragionata, ma che cerca di essere pragmatica, con ficcanti percussioni palla al piede e il solito gioco aereo del Celtic che avanza ad ogni possibilità tutte le pedine per far valere il predominio fisico. Peccato che per una volta i nostri difensori siano insuperabili, anche di testa, e come se non bastasse, siamo noi a creare due goal da angolo: quello di Kakà ha fatto scattare in piedi noi tifosi, increduli nel vedere il 22 solo davanti alla linea di porta, con il solo compito di toccare la palla di testa, lasciato solo dalla rivedibile marcatura a zona degli scozzesi. Con Zapata ad inizio ripresa sigilliamo il successo con tiro deviato da pochi passi: tavola apparecchiata per il goal tanto atteso quello di SuperMario che ritrova la rete, culmine di una partita ben giocata, nella quale ha dimostrato attaccamento alla causa, umiltà, un giocatore nuovo anche nelle reazioni; il fallo di Izaguirre, da rosso, qualche settimana fa avrebbe come minimo acceso un fuoco dentro Balotelli, che si sarebbe gettato a capofitto per chiedere giustizia e cercare guai. Ora invece placido, pacato, irriconoscibile.

Noi ci presentiamo davanti ad un pubblico pazzesco con un 4-3-2-1. Abate sulla destra dura un tempo causa guai fisici, con arretramento nella ripresa di Poli, partito titolare come interno a destra. Bonera e Zapata centrali di difesa con Emanuelson finalmente all’altezza del suo talento sulla sinistra. De Jong immarcescibile muro umano davanti alla difesa e il capitano Montolivo a creare gioco come interno sinistro. Birsa e Kakà trequartisti dietro Balo. Lo sloveno sbaglia tanto, tantissimo, nel primo tempo, ma ha il pregio di non mollare e di provarci comunque. Il Brasiliano sembra essere tornato, per una notte, quel giocatore che fece impazzire il tifo rossonero, con cambi di ritmo, giocate di personalità, voglia di incidere. Mario, semplicemente Mario: i difensori del Celtic sono pantagruelici, e lui li irride con classe e con il fisico. Una vera pantera che scatta e conclude. Passa sotto silenzio ma la giocata con cui sfiora la porta di Forster nel primo tempo è spaventosamente abbacinante: gioco di fisico su Ambrose, aggancio uncinato del pallone tocco per sistemare il tiro di sinistro, una bordata che esce di poco, ma che ha fatto saltare dalla sedia il sottoscritto. Giochiamo bene: scambi rapidi, continui movimenti sulle corsie esterne, i due trequartisti mai realmente trovati dalla difesa avversaria. Talvolta osiamo anche troppo con giocate di fino, ma per una volta riesce tutto. Anche nella ripresa, quando cambiamo modulo, con Nocerino e Constant esterni di un 4-4-2 non soffriamo, sempre concentrati e attenti. Bravo Allegri, che nonostante tutto quanto stia accadendo, cerca di mantenere profilo basso e spirito da lavoratore meticoloso. I commentatori di Sky rendono merito al Milan, ma quel che va segnalato è che qualcuno affermi che la nostra squadra non sempre abbia giocato male, ma abbia sempre subito episodi.

La fortuna la si guadagna, come i tre punti di ieri. E finalmente i nostri giocatori rispondono sul campo al grido del tifo rossonero.

Andrea Frau

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