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Milan - Bologna 1 - 0

Del 17/02/2014 di


Milan - Bologna 1 - 0 Vittoria sofferta dei rossoneri che trovano i tre punti grazie ad una perla di Balotelli. Ancora in ombra Honda e Kakà. L´analisi tattica del match.


Attaccati alle spalle larghe e alla forza di SuperMario: il Milan ritrova la vittoria imponendosi sul Bologna grazie ad un gioiello del nostro bomber. Goal capolavoro di Mario che da fermo calcia con violenza togliendo ragnatele dall’incrocio dei palii della porta di Curci e gli incubi di una serata che pareva storta per i rossoneri. Attacchi indecisi e imprecisi; solita litania di passaggi con cambio di lato che poco produce con la squadra di Ballardini ben messa in difesa con 10 uomini sotto la linea del pallone e linea arretrata composta da 5 giocatori.

Il centrocampo rossoblu guidato da Perez si abbassa di continuo per intasare le linee di passaggio del Milan, con Cristaldo e Bianchi primi uomini in pressing sui nostri centrali e sempre presenti per ostacolare i passaggi facili tra centrocampo e attacco. Rischiamo e non poco nel secondo tempo con Lazaros e Cristaldo vicini al goal: il 5-3-2 scelto da Ballardini si trasforma nella ripresa in un più propostitivo 3-5-2 avanzando i terzini e abbandonando un atteggiamento fin troppo conservativo che nella prima metà di gara garantisce equilibrio nel risultato e pochissime occasioni da goal per i rossoneri: il Milan si limita a qualche tiro da fuori e mancano reali e non riesce quasi mai nella verticalizzazione decisiva.

Seedorf prosegue con la scelta del 4-2-3-1: Zaccardo prende il posto di Zapata bloccato nel riscaldamento nella linea di fesa con Rami centrale, De Sciglio sulla destra e Constant sulla sinistra. Il giocatore della Guinea era lontano dal campo da parecchio tempo e qualche remora in fase difensiva è tangibile. In fase di spinta non tira indietro la gamba ma in determinati momenti pare sfiduciato, quasi come se sentisse di non essere parte realmente integrante del progetto del nuovo corso olandese. Linea mediana con Montolivo e De Jong: l’oranje insolitamente stanco e in ritardo in qualche intervento mentre il regista cerca di dare qualità alla manovra ma viene sempre ben contrastato dalla retroguardia bolognese, sempre attenta a non dare spazio all’estro di Riccardo.

Il problema risiede sempre nella zona fantasia, ma più che un enigma si sta rivelando un’automatica incertezza: Kakà è totalmente fuori cast. Sia chiaro, non è fuori posizione, ma è un giocatore totalmente bloccato, lontano da standard di velocità e dinamismo necessari e richiesti per esseri incisivi a questo livello; si batte e lotta ma risulta sempre poco incisivo, faticando e non trovando mai una giusta collocazione tra le linee, anche quando si sposta sull’esterno o cambia lato di gioco. Taarabt ha estro, fantasia ed è l’unico che riesca a saltare l’uomo con continuità mentre Honda inizia a preoccupare: apatico, lontano dalla condizione ottimale, lento e prevedibile viene subissato dai fischi di un pubblico che vede la maglia numero 10 del Milan indossata da un altro giocatore di dubbie qualità. A destra nel tridente dietro Balo risulta un pesce fuor d’acqua e gli unici lati positivi della sua partita sono alcune sponde per la sovrapposizione di De Sciglio e un colpo di testa sul secondo palo per rimettere in area la palla.

In vista dell’Atletico c’è di che preoccuparsi: Honda, Montolivo e Muntari out con Poli che pare ormai indirizzato verso in ruolo più offensivo, schierato esterno alto. Kakà ha riportato un guaio alla caviglia e rimane incerta la sua presenza. La scelta di Pazzini dal primo minuto potrebbe rivelarsi utile con arretramento di Balo: i due si trovano, come visto anche nella partita con il Bologna con il Pazzo sempre presente e rapace in area e Mario libero da compiti specifici per far salire la squadra o lottare in area. Il 45 deve attaccare fronte alla porta per poter liberare tutto il suo talento e la sua forza.

Affidarsi a Mario e Pazzo è la missione per poter abbattere il muro di Simeone.

Andrea Frau

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