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Napoli - Milan 3 - 1

Del 12/02/2014 di


Napoli - Milan 3 - 1 Qualcosa non torna in casa rossonera: esperimenti mal riusciti in match in cui da provare c´era poco. Giocatori fuori condizione; senza contare il divario tecnico e atletico palesatosi nella gara contro i partenopei. L´analisi della partita.

La brezza da Arcore inizia a sollevarsi e, al suo arrivo, c’è sempre da preoccuparsi. Berlusconi scontento di Seedorf? Noi tifosi scontenti del Milan. Arrendevole, poco determinato? Niente di tutto ciò: la parola giusta è “limitato”. Una squadra che deve fronteggiare i propri limiti, un allenatore che deve fare lo stesso, una dirigenza incapace di operare nel modo giusto sul mercato, con risultati tutti da vedere.

Non c’è da meravigliarsi della sconfitta contro il Napoli: tenera sotto il profilo del risultato, tremendamente atroce sotto il piano del gioco. Sembrava di assistere a quelle partite antipatiche del precampionato, quando solitamente la squadra messa sotto il piano del gioco, giustifica una propria prestazione opaca con l’attenuante del maggiore grado di preparazione degli avversari.

Due squadre a due velocità opposte in campo: troviamo un goal illusorio con l’ottimo esordiente Taarabt; subiamo un pareggio meritato ma ingiusto, perché il tiro di Inler beffa Abbiati solo su deviazione determinante; schianto nel secondo tempo con Higuain libero di fare il proprio con i nostri a guardare. Confusione tattica, scelte azzardate: sono queste le principali cause della debacle al San Paolo: il Napoli opta per il collaudato 4-2-3-1 dando fiducia a Mertens, Hamsik e Jorginho. Benitez sceglie i suoi uomini migliori per innescare Higuain e il gioco dei partenopei è fluido, rapido. Le sbavature in difesa sono poche e dovute a buone singole giocate dei nostri; per il resto è un dominio quasi imbarazzante.

Seedorf cambia nel corso della partita 3 volte il modulo: il 4-2-3-1 di partenza vede Essien e De Jong diga centrale, frangiflutti dell’inedita coppia di difensori centrali Mexes e Rami. Entrambe i duetti mal si esprimono: la linea mediana soffre l’enorme mole di lavoro a cui sono è costretta dalla grande corsa degli uomini di Benitez; il pacchetto arretrato vede Rami molto spesso saltato da avversari più rapidi e Mexes in bambola. La fascia da capitano non stimola il francese che mostra il fianco ad una delle prestazioni peggiori da quando indossa la casacca rossonera. Abate ricopre il ruolo di ala destra: la necessità di garantire copertura convince il nostro tecnico ad una scelta conservativa, tutto fuorché necessaria, perché il modulo con i tre dietro Balotelli deve essere un’opzione, non un ferreo dogmatismo. La strada tracciata è quella e non sembrano esserci alternative; Taarabt è l’unico esterno offensivo adatto a giocare questo modulo: personalità, sfacciataggine e una grande proprietà tecnica lo elevano rispetto alla mediocrità dei compagni. Robinho agisce prevalentemente dietro la prima punta, ma il caso del brasiliano è talmente aperto da essere ormai perso. Un giocatore in balia di tanti fattori che non convince più. Balo unica punta sbaglia molto, prova a sbattersi ma la testa è altrove e, una volta sostituito, lo lascia vedere senza alcun problema. Il mister prova anche un 4-3-3 avanzando Emanulson, fino al ritorno al 4-2-3-1 con Montolivo avanzato e Pazzini unica punta. Poco da fare, con squadra spezzata, ritmo troppo compassato e la fervida attesa che qualcuno crei qualcosa da solo. Non concretizziamo e continuiamo a rischiare fino al fischi finale.

Il Napoli gioisce, Seedorf e i tifosi si interrogano.

Andrea Frau

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