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Sampdoria - Milan 0 - 2

Del 25/02/2014 di


Sampdoria - Milan 0 - 2 Vittoria del Milan contro la Samp. In rete Taarabt e Rami che portano 3 punti importanti nella corsa all´Europa. La sconfitta agrodolce contro l´Atletico non sembra aver intaccato il morale dei nostri che conducono la partita e chiudono l´incontro. L´analisi del match.

Adel e Adil, i nomi nuovi del Milan di Seedorf: entrambi a segno, entrambi protagonisti della partita visto che in entrambe le reti tutti e due mettono lo zampino. Un buon Milan al cospetto di una Samp rimaneggiata e priva di elementi importanti nel reparto arretrato: il grande Sinisa riadatta la squadra cercando di tamponare le fasce e cercando di sfruttare in avanti l’estro di Eder e Gabbiadini ma viene tradito da Maxi Lopez, inserito in campo nella ripresa ma che dura poco in campo facendosi espellere per proteste reiterate. I rossoneri non sembrano patire la beffa firmata Atletico: nella gara di andata di Champions la rete di Diego Costa su bambola di Rami, Abbiati ed errore di Abate poteva incidere sulla difficile trasferta in Liguria, ma la squadra ha ben reagito, presentandosi a Genova determinata e concentrata.

La Samp ha provato ad opporre resistenza: priva di Gastaldello, vero perno difensivo della squadra, ha cercato di chiudere le corsie esterne, con il lavoro di Regini e i ripiegamenti di Soriano. Mustafi e Costa hanno cercato di mantenere equilibrio con il solito Palombo in regia a contrastare la linea mediana guidata da Montolivo. Troppi lanci lunghi e palloni buttati al vento con occasioni fin troppo sporadiche per preoccupare realmente Seedorf.

Il MR olandese prosegue sul 4-2-3-1: Amelia tra i pali con linea difensiva composta da Abate, Rami, Zaccardo e Constant. Gli ultimi due parsi in leggero miglioramento rispetto ad altre uscite, specie il centrale italiano; Constant rischia qualche volta dalla sua parte, pagando un’eccessiva confidenza nei propri mezzi tecnici e mettendo talvolta in ambasce la nostra retroguardia, ma la sua spinta offensiva è costante ed efficace, lavorando alle spalle di Taarabt sulla corsia mancina. L’ala marocchina compone il tridente dietro Pazzini insieme al giovane Saponara e Honda. Il nipponico continua a convincere poco in quella zona di campo: troppo spesso abbandonato a se stesso sulla destra, si incaponisce più volte in solitarie escursioni palla al piede. Il fisico non è quello di un colosso e la rapidità nei primi metri non sembrano affatto le sue peculiarità, ma in questa occasione riesce a mostrare qualche barlume di talento, giocando molto spesso di prima palloni intelligenti. Saponara viene impiegato con poca continuità e giudicare un giocatore dai piedi buoni per meri scampoli di partita risulta essere particolarmente complicato: non manca la personalità e la classe, sempre a testa alta nel partire palla al piede, e con idee chiare nel cercare la verticalizzazione. Sfiora anche il goal con pregevole inserimento e tiro al volo, a rimorchio, su assist dalla sinistra di Constant, e alla fine riesce comunque a non sfigurare quale collante tra linea mediana e attacco, lavorando e aiutando anche in copertura. Il Milan di Genova mostra anche un Pazzini stoico: la partita del Pazzo parrebbe anonima visto il numero esiguo di conclusioni e le poche occasioni realmente create: in compenso lotta su ogni pallone, perennemente propositivo e pronto a scattare per portare via i difensori avversari. Gioca poco fronte alla porta, guadagnando parecchi falli e cercando di aggirare la linea a 2 dei centrali e si infila in ogni pertugio per cercare di essere imbeccato.

Il modulo a trazione anteriore ma riadattato visto anche nella gara contro l’Atletico sembra aver portato qualcosa di nuovo tra le fila rossonere: maggiore compattezza, un’attenzione più pregnante data alla linea mediana con giocatori del tridente più disposti ad arretrare quasi a creare un 4-4-2. Taarabt sta cercando di guadagnarsi la conferma in maglia milanista con prestazioni che valicano il semplice dribbling o la semplice giocata spettacolare: tanta corsa, tanta volontà di far bene ma quel che più conta è la concretezza con la rete che apre l’incontro. Rami, nella stessa condizione contrattuale del marocchino, si sta rivelando pedina preziosa: macchinoso e ruvido, il francese è difensore vecchia maniera che difficilmente si lascia superare dagli avversari ricorrendo talvolta ad entrate al limite ma partecipando attivamente alla manovra. Pian piano sembra che le tessere del mosaico inizino a mostrare quale sia la linea tracciata dal corso olandese. Il prossimo match con la Juve dirà di più sul nuovo Milan.

Andrea Frau

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