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Seedorf e la svolta tattica rossonera

Del 16/01/2014 di


Dall'esonero di Allegri all'arrivo di Clarence sulla panchina, cosa cambierĂ  sotto il profilo tattico

Premessa d’obbligo: che fine abbiamo fatto? Settimane difficili tra annunci, dichiarazioni di addio posticipate e ora rese immediate dall’esonero. Una notizia che non è più tale: Allegri esonerato, Seedorf nuovo allenatore del Milan. La partita contro il Sassuolo viatico di quella che è la prossima, ennesima rivoluzione in casa rossonera. In controluce si stagliano le figure di Galliani e Barbara, sempre più lontani, sempre più obbligati a coesistere: prima la scelta di Inzaghicome successore poi il brusco cambio di fronte con l’olandese preferito.

Un uomo di carisma al servizio di chi necessiti un controllo e una sveglia immediata. Ma possiamo parlare di immediatezza quando il nostro nuovo allenatore, come lo fu Leonardo è un neofita del ruolo e, al momento si può parlare solo di possibili chiavi di lettura?

Chi si aspettava un nome, una figura esperta, data la preoccupante situazione in classifica avrà sicuramente ricevuto una delusione. 6 punti dalla zona retrocessione, un gioco assente, spirito sotto le scarpe. Si poteva paventare un percorso forzato con lo storico dello spogliatoio del Milan, Mauro Tassotti, che a fine stagione lascerà Casa Milan dopo 34 anni di onorato servizio. Hanno preferito affidarsi al Professore, contando sulla sua enorme voglia di emergere, sulla sua parlantina sciolta. Una figura mai celatasi nei momenti bui da giocatore: l’uomo checon la sua 10 sfidò l’impero della Scala del Calcio, Clarence Seedorf si appresta a guidare il nuovo corso milanista.

Ipotesi di formazione tante, contando su un fattore: la voglia di bel calcio. Un trequartista con ampia visione di gioco che vorrà da subito imporre le proprie idee. Dubbi circa il suo rapporto con i singoli, paura per possibili scontri accesi con Balotelli. Il nostro nuovo allenatore è così e così dobbiamo accettarlo. Il suo staff attualmente prevede Tassotti e Fiori come vice e preparatore dei portieri: per il futuro si fanno i nomi di Stam, Davids, Crespo, Van Bommel; uomini di calcio, e di Milan. Le predilezioni tattiche di Seedorf sono tutte da scoprire, ma tentare di abbozzare un piano non risulta particolarmente complicato.

Difesa a 4, un obbligo morale: Emanuelson a sinistra troverà un estimatore di primissimo livello: coppia centrale variabile con possibili tagli eccellenti, vedi Mexes, parso ormai di troppo specie per l’ingaggio. A destra De Sciglio: qualità e corsa come parola d’ordine obbligatoria per il nuovo allenatore. Gioco arioso con fasce mobili, perché al Milan queste cose sono mancate.

Il centrocampo è il reparto più sotto osservazione: una mediana a 2 con De Jong e Montolivo è tutt’altro che da abiurare. Il mastino olandese è perfetto per quel ruolo, il regista italiano avrebbe un giocatore al suo fianco per occuparsi di competenze di rottura e i palloni potrebbero essere gestiti più rapidamente soprattutto tenendo conto della mole di giocatori in attacco. Il mercato aperto lascia scenari aperti ma bisognerà vedere quali siano i nomi in ballo perché Seedorf difficilmente si accontenterà del primo passante. Poli potrà trovare nuovi spazi, soprattutto dopo il misterioso accantonamento di Allegri che gli ha preferito Nocerino.

Capitolo attacco. Matri è partito, Petagna è tornato. Il Faraone è fuori, Niang girato all’estero. Balotelli, Kakà e Honda sono i sicuri di un posto. Piedi buoni potrebbero essere quelli di Saponara, ma non è da escludere che in un primo momento Seedorf attenda prima della virata al 4-2-3-1 schierando l’albero di natale, un 4-3-2-1 in cui anche Robinho potrebbe trovare spazio. Pazzini come ariete pronto all’uso e tante possibilità offerte dalla copiosa rosa offensiva. I nostri sono chiamati a una reazione immediata, tenendo conto del fatto che la classifica lo richieda e i tempi tecnici siano limitati. Esperimenti per il momento da accantonare perché sono richiesti punti e in quantità per rendere più decorosa questa stagione nata storta. L’attesa si spegnerà domenica: il Milan ai Milanisti con la certezza che stavolta per Seedorf, la panchina non sia un offesa di lesa maestà.

Ultime parole per Allegri: ha pagato a caro prezzo le sue scelte, il suo essere guascone buono. Ripudiato da Berlusconi, sperava che i giocatori potessero sostenere il suo percorso finale al Milan. Niente da fare. Un allenatore spesso criticato ingiustamente, che in questa stagione ha mostrato di aver perso il reale contatto con la squadra. La partita contro il Sassuolo emblema e capolinea della sua storia con il Milan: un rapporto intenso, ma sempre rimasto incompiuto.

 

 

Andrea Frau

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